Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Lo psichiatra Grasso, l'avvocato e le foto delle pazienti: "Questa è tosta, ma te la dà..."

Dalle intercettazioni dell'inchiesta per abusi a carico del noto medico emerge che avrebbe anche organizzato "incontri a scopo sessuale" tra le persone che aveva in cura. Al legale avrebbe mostrato una sorta di book: "Ti faccio conoscere questa, è rifatta ma ha l'aria da porca; questa ha 25 anni, una terza e ho già consumato..."

"Guarda questa, è tutta rifatta, però ha l'aria da porca..." e "questa è tosta, ma se le piaci te la dà". E' così che il neuropsichiatra Marcello Grasso, 70 anni, fratello dell'ex presidente del Senato, Pietro, avrebbe commentato assieme ad un avvocato suo paziente le fotografie scattate ad alcune ragazze e donne che avrebbe avuto in cura.

Il medico è finito sotto processo perché avrebbe abusato sessualmente di tre di loro, sottoponendole ad una particolare "terapia sensoriale" - un pretesto, secondo l'accusa, per toccare seni e parti intime durante le sedute - ma, come emerge dalle intercettazioni compiute per appena un paio di settimane nel suo studio di via Pasquale Calvi, Grasso avrebbe anche organizzato incontri, sempre a scopo sessuale per la Procura, tra i suoi pazienti. Ad un avvocato avrebbe mostrato una specie di book con gli scatti che lui stesso avrebbe fatto alle pazienti, facendogli vedere anche come - se necessario - avrebbe "trasformato il divano per il training".

Le denunce: "Per curarci ci faceva ballare nude e ci toccava..." 

Il retroscena emerge dall'ordinanza di custodia cautelare emessa a marzo scorso dal gip Clelia Maltese, con cui il neuropsichiatra era finito in carcere. Il sostituto procuratore Giorgia Righi, che ha coordinato l'indagine della squadra mobile, ha poi chiesto ed ottenuto il giudizio immediato. Il medico, difeso dagli avvocati Vincenzo Lo Re e Fabrizio Biondo, ha optato per il dibattimento e il processo inizierà il mese prossimo. Le tre presunte vittime degli abusi sessuali sono assistite dall'avvocato Monica Genovese.

Il gip: "Il medico faceva da 'sensale' per incontri a scopo sessuale"

Per il giudice, dalle intercettazioni arriverebbe la conferma "delle 'peculiari' tecniche terapeutiche praticate dal dottore Marcello Grasso" e verrebbe fotografata "in modo plastico l'assoluta mancanza di professionalità dell'imputato che si attivava, comportandosi sostanzialmente da 'sensale' per combinare incontri (a scopo sessuale) tra pazienti, ovvero sottoponeva le pazienti a poco ortodosse pratiche 'sensoriali', in aperta e sprezzante violazione delle regole di psicoterapia e di deontologia professionale". Accuse che l'imputato, attraverso i suoi legali, ha sempre respinto.

"Ti faccio conoscere questa, mi manda i cuoricini"

Il 16 marzo scorso, Grasso avrebbe avuto un appuntamento con l'avvocato, un suo paziente, e gli diceva mostrandogli delle foto: "Casomai ti faccio conoscere questa, guarda, questa che mi manda i cuoricini...". Il legale però avrebbe adocchiato un'altra paziente, solo che il medico affermava subito: "Questa è riservata..." e l'altro: "Questa è una delle tue...".

"Questa è super! E' una esistente vera?"

Grasso avrebbe quindi mostrato l'immagine di un'altra paziente all'avvocato, decisamente di suo gradimento: "Questa è super! E' una esistente vera? E' bella da morire...", diceva infatti. Il medico quindi si vantava: "Questa mi manda i cuoricini, se vuoi te la faccio conoscere, mi deve chiamare domani...". Il legale subito incalzava: "E quando? Manca per te... questa è proprio bella". 

"Questa è tutta rifatta però ha l'aria da porca"

L'imputato sottolineava: "E' rifatta, tutta, di seno, di viso, di zigomi, di labbra...", ma il legale replicava: "Sono quelle che mi piacciono, perché a me piacciono rifatte, mi piacciono da morire". E allora Grasso commentava: "Però ha l'aria da porca...", e l'altro specificava: "Che è esattamente quello che vado cercando io, non so perché, non me lo chiedere, ma le madonnine non mi piacciono". E insisteva per conoscere la paziente: "Io ci tengo vero, Marcello, dimmi quando, dove sta?".

"Io ti ho a cuore, farò il possibile..."

Per via delle restrizioni contro il Covid gli spostamenti in quel periodo erano limitati, ma il legale non si sarebbe arreso: "Io faccio l'avvocato e posso autocertificare quello che voglio...". Grasso però rispondeva: "Io non so se lei in questo momento ha questa disponibilità, io ti ho a cuore, lo sai, cercherò di fare il possibile con la sua disponibilità...".

"Questa ha 25 anni, una terza e ho già consumato"

Il neuropsichiatra parlava poi di un'altra paziente: "Guarda che messaggio mi ha mandato" diceva all'avvocato, sottolineando: "Ha 25 anni". I commenti dell'altro si focalizzavano però subito sul corpo della giovane: "Una terza? Con la quale hai già consumato..." e Grasso confermava: "Una terza, con la quale ho già consumato... Però adesso siamo stati lontani per il Covid, ma ora che siamo entrambi vaccinati può darsi che ci sia un rendez-vous... Lei è troppo giovane per te - aggiungeva - lasciala ad un vecchio come me, gli opposti si attraggono...".

"Questa è tosta, ma se le piaci te la dà"

Poi i due tornavano a parlare della paziente precedente, Grasso sosteneva che avrebbe dovuto sentirla per "mettere a punto la terapia" e che "però con l'occasione ho riflettuto che questa poteva essere una persona che ti poteva piacere" e l'avvocato: "Assolutamente, quanti anni ha? Una cinquantina?". Il medico rispondeva: "Una quarantina, poco più di 40... Questa è una tosta comunque, che però la dà... Se le piaci te la dà". Il legale conveniva: "Sveglia, una cosa fondamentale", quindi Grasso precisava: "Io non ci ho mai provato con questa, ma perché contrariamente a te, quelle rifatte non mi piacciono tanto".

"Ti faccio vedere come trasformo il divano"

Il medico avrebbe poi mostrato al suo paziente come, in caso di "necessità", avrebbe traformato il divano utilizzato durante le sedute: "Ti faccio vedere come trasformo il divano del training quando serve..." e l'avvocato: "Ah, perché lo fai, e lo trasformi per fare...", Grasso: "Per avere le mie comodità, capito? Prima avevo le ragazze mie, ora vista la rarità degli episodi non vale la pena investire troppo...".

L'incontro: "Tu entri, ma toglila la mascherina"

Successivamente i due avrebbero organizzato l'incontro "casuale" con la paziente. Diceva l'imputato: "Poi tu le apri... Portati lì che sta salendo, ti do 10 minuti e poi ti vengo a chiamare, poi entri tu perché è come se mi dessi l'autocertificazione e poi te ne vai" e consigliava: "Però toglitela la mascherina...".

"Ci fidavamo e quel medico ci ha plagiate"

Le ragazze che sarebbero state abusate dall'imputato, tutte comunque fragili, hanno riferito di essere stata "plagiate": convinte, cioè, che i palpeggiamenti al seno e all'inguine facessero parte di una cura, così come ballare soltanto in slip davanti al medico o farsi scattare fotografie in abiti succinti per "recuperare l'autostima". E hanno anche ammesso che il percorso proposto da Grasso avrebbe dato loro dei benefici. Una di loro avrebbe preso coscienza che si sarebbe trattato di violenza sessuale soltanto quando il medico si sarebbe spinto veramente molto oltre. 

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