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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca Via Cavour

Capodanno da incubo al Primo Scoppia la rivolta su Facebook

Persone ammassate, poca sicurezza e la percezione che se fosse successo qualcosa... . Il racconto di chi ha passato la notte di San Silvestro nel nuovo locale di via Cavour. Pronta una denuncia e una class action

Un capodanno da incubo per circa 4 mila persone. Teatro dello “scandalo” - secondo quanto si legge dai tanti commenti sulla pagina Facebook - è il Primo, il locale di via Cavour che ha aperto i battenti proprio per festeggiare l’inizio del 2012. "Vergogna, schifo, incompetenza, inettitudine". Questi gli aggettivi più ricorrenti per descrivere la serata di San Silvestro. (guarda il video)

Gli avventori, che hanno pagato ben 40 euro, sono infuriati: “Non possono far entrare più di 3.600 persone in un luogo in cui ne entrano al massimo 2000 – scrive Giuseppe -. Non si possono avere 15-20 addetti alla sicurezza, sono troppo pochi. Non si può far pagare 5 euro al guardaroba se poi si mette tutto a casaccio e per riprendere le giacche bisogna aspettare un’ora e mezza. E poi – conclude Giuseppe nel suo commento – non si può lasciare la gente senza spumante per brindare. Insomma sono disgustato. Vergognatevi!!!”. Dello stesso tono gli altri “post”. “Avete presente la scena del Titanic – scrive Sabrina - dove tutti rimangono intrappolati nei vari piani (guarda il video della ressa sulle scale) e vogliono spaccare la cancellata? Ecco: ieri mi sentivo nel Titanic, il panico ovunque”.

Secondo Manlio quello di ieri "non era un locale pubblico, ma un garage". Lo stesso Manlio sottolinea "l'inefficienza e l'impreparazione degli organizzatori", come testimonia l'assenza "di un minimo divieto di fumo".

Ma ciò che più sconvolge è che, secondo quanto racconta chi ha partecipato alla serata, sarebbe bastato veramente poco perché tutto potesse finire in tragedia. Un piccolo incendio, una piccola rissa e quei tre piani sarebbero potuti diventare una trappola mortale per molti. Per fortuna non è successo nulla di grave. E il giorno dopo si parla di “rimborso” e “class action" contro gli organizzatori”. Domani mattina alle 9,30 è stato fissato un appuntamento davanti al commissariato di polizia in via Bentivegna per denunciare l'accaduto. Un gruppo è stato creato su facebook, e in poche ore sono stati scritti centinaia di post.

Troppo spesso si assiste a serate del genere. Organizzate senza nessuna attenzione ai requisiti minimi di sicurezza, con l’unico obiettivo di far soldi. E i controlli? Dove stanno? Perché si permette tutto ciò? In attesa di chiedere una replica agli organizzatori e alle forze dell’ordine, la redazione di PalermoToday è pronta ad ospitare altre testimonianze. Potete inviare le vostre foto o i vostri video all’indirizzo di posta elettronica palermotoday@citynews.it.

 

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