Il sit in contro la Ztl è un flop: "Orlando e il maltempo ci hanno boicottato"

Meno di 50 le persone scese in piazza. Tra loro commercianti, politici e comitati. In compenso il luogo era blindato

Il sit in contro la Ztl in piazza Giulio Cesare

Meno di 50 le persone scese in piazza. Il sit in contro la Ztl, che si è svolto questa mattina in piazza Giulio Cesare, è stato un flop. In compenso, il luogo era blindato. Sul posto una camionetta dei carabinieri e la polizia municipale. L'organizzatore della protesta, Vincenzo Sparti, presidente del movimento "Forza del popolo" la settimana scorsa aveva anticipato, attraverso la diffusione di un volantino, la possibilità di mettere in campo azioni di disobbedienza civile. La presenza delle forze dell'ordine dunque era dovuta a questo.

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Dopo l'intervento della Questura, che ieri ha vietato ai manifestanti di circolare con auto non autorizzate ad entrare nell'area a Ztl, però l'organizzatore ha fatto sapere che avrebbe rispettato la volantà del Questore. E' così è stato. La protesta è stata pacifica. "Siamo tutte persone perbene, non violenti scesi in piazza in difesa dei commercianti - dichiara Sparti a PalermoToday -. Siamo pochi perché l'iniziativa è stata boicottata dai rappresentanti di categoria e dal sindaco Orlando che l'ha demonizzata spacciandola per l'opera di un gruppo di violenti. Il tempo poi ha fatto il resto".

In piazza anche alcuni commercianti, cittadini, politici e comitati. Giovanni Perna, vende mobili da 40 anni in via Candelai e piazza Monte di Pietà, zone interdette alla circolazione. Ha deciso di essere presente perché il provvedimento, da lui definito "una sciagura", ha tolto ai piccoli imprenditori dignità e lavoro. "La gente - racconta Perna - per venire da noi, in una zona commerciale tra le altre cose povera, deve pagare un pass di 5 euro e poi pure parcheggiare (a pagamento). Quanto costa tutto questo?". Perna è molto preoccupato per il fututo della sua attività che va avanti da generazioni. "Orlando ha messo in atto un sistema che serve solo a fare cassa. E' sordo alle nostre richieste - conclude Perna -. Che devo fare, mi devo suicidare"?

La protesta è anche politica. Angelo Figuccia e il figlio Vincenzo, rispettivamente consigliere comunale e regionale, chiedono un referendum sulla Ztl per dare ai palermitani la possibilità di esprimersi sull'argomento. "Fin dal primo momento - spiega Angelo Figuccia - sono stato contrario: sono uscito dall'aula a dicembre quando i miei colleghi hanno detto sì al provvedimento che affossa il commercio e la città nel suo complesso".

In piazza anche un cittadino, che preferisce restare anonimo, che abita in zona cantieri navali, quindi lontano dalla Ztl. "Ho comprato un'auto Euro 6 pensando di poter entrare nella zona a traffico limitato, perché nel primo provvedimento, poi naufragato - racconta Tommaso - le cose stavano così. Adesso invece non posso e quindi sono costretto a comprare nei centri commerciali invece che andare nei mercati storici di Palermo".

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Contro il modo in cui il provvedimento è stato pensato e non contro il provvedimento in sè, anche Sabrina Figuccia, presidente dell'associazione "Cambiamo la Sicilia". In particolare ad essere contestata la rete informatica attraverso la quale si acquistano i pass giornalieri. "Basta sbagliare qualcosa - afferma Figuccia - e la Sispi, che gestisce la pratica, la invia ad Amat che gestisce il rapporto con il cliente. Così succede che ci vogliono anche 4 giorni per avere il pass. Il presidente dell'associazione si sofferma poi su un'altra anomalia: "Circa il 50% dei mezzi Amat - continua - sono Euro 0 quindi inquinano tantissimo". La protesta non è quindi contro il provvedimento. "Essendo questo un Paese civile - conclude - la vorremmo anche noi, ma ancora non ci sono le condizioni".

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