Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Petralia Soprana

Il sit in per le Zone franche montane va avanti, sindaci pronti ad alzare livello mobilitazione

Sono 133 i primi cittadini che da trenta giorni chiedono al Parlamento una legge che le istituisca: sono convinti che argineranno lo spopolamento delle aree interne grazie alla defiscalizzazione delle imprese per dieci anni, ma i lavori in aula sono fermi

Protestano da trenta giorni i 133 sindaci dei comuni di montagna siciliani, con un presidio permanente allestito dal comitato promotore e gli amministratori allo svincolo Irosa sull'autostrada A-19. A gran voce chiedono al Parlamento italiano di esitare al più presto la legge che vedrà istituite le Zone franche montane in Sicilia, un provvedimento che arginerà lo spopolamento delle aree interne grazie alla defiscalizzazione delle imprese per dieci anni. Oggi dal camper l'appello lanciato da Carmelo Panepinto e Dino Zimbardo, rispettivamente sindaco e presidente del consiglio comunale di San Giovanni Gemini.

"È necessario incoraggiare - dicono Panepinto e Zimbardo - chi è ancora presente nei territori interni, se avanzerà ancora lo spopolamento diventerà impossibile far ritornare le persone. Dobbiamo salvare le attività già esistenti, anche quelle zootecniche che custodiscono i territori, e incoraggiare l'arrivo di nuove imprese. L'obiettivo è unico: creare un'economia eco sostenibile grazie alla fiscalità di sviluppo e al miglioramento della rete stradale".

"Sono trascorsi trenta giorni dall’avvio del presidio - dce Vincenzo Lapunzina, coordinatore del comitato regionale per l'Istituzione delle Zfm - e abbiamo la sensazione che buona parte della deputazione nazionale eletta in Sicilia non ha ben compreso che i resilienti delle nostre montagne sono allo stremo. Faremo di tutto per convincerli che l’emergenza che si vive nelle aree interne della Sicilia è grave già da prima della crisi pandemica in atto. Non ci sono impedimenti per restituire all’Ars la legge con esito positivo. Chi ostacola il percorso, o non lo ritiene bastevole a frenare il processo di desertificazione è nemico della Sicilia e delle terre altre dell’Isola".

La Regione Siciliana avrebbe potuto legiferare direttamente sulle Zone franche montane in Sicilia, tuttavia, la mancanza di una corretta emanazione delle norme di attuazione dello Statuto in materia finanziaria, necessita del parere della Camera e del Senato. Attualmente l’iter legislativo è fermo; la Legge votata all'unanimità dall'Assemblea Regionale Siciliana a dicembre del 2019 è in attesa del vaglio presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

"Abbiamo avuto rassicurazioni - conclude Lapunzina - che nei prossimi giorni riprenderanno i lavori, dopo settimane in cui il Parlamento è stato impegnato a fronteggiare l'emergenza sanitaria. Continuiamo ad avere piena fiducia nelle istituzioni, ma di fronte ad ulteriori rinvii e ritardi non esiteremo ad alzare il livello della mobilitazione".

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