"Bar e negozi riaprano il 4 maggio", carabinieri e Digos bloccano protesta in via Libertà

A guidare la passeggiata di protesta l'avvocato Stefano Santoro per affermare il proprio dissenso e quello di alcune partita Iva nei confronti del governo Conte. "Disparità di trattamento, partigiani e comunisti sono stati liberi di manifestare il 25 aprile"

Erano attesi in 200 tra professionisti, parrucchieri, ristoratori e più in generale partite Iva ma l’iniziativa di "protesta spontanea" andata in scena questa mattina in via Libertà si è conclusa con l’intervento dei carabinieri e della Digos. A fare da capofila l’avvocato Stefano Santoro per manifestare il dissenso di alcune categorie economiche derivante "dalla sospensione delle attività e per i mancati aiuti da parte del governo Conte, il quale invece di rifare contributi a fondo perduto sta proponendo agli italiani di indebitarsi con le banche".

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"Ho chiesto al presidente della Regione Nello Musumeci - afferma l’avvocato Santoro - di mostrare coraggio e disattendere il decreto aprile del presidente del consiglio Conte e di disporre con propria ordinanza, in virtù dello statuto siciliano, di far aprire bar, ristoranti, parrucchieri, barbieri e negozi già dal 4 maggio poiché un altro mese di chiusura causerà la scomparsa di tanti esercizi pubblici e commerciali".

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La manifestazione è stata interrotta a seguito dell’intervento degli agenti della Digos ai quali Santoro ha sottolineato una differenza di trattamento: "Il 25 aprile le associazioni dei partigiani ideologicamente a sinistra sono state libere di manifestare in piazza inneggiando alla falsa Liberazione dell’Italia da parte della resistenza, mentre a coloro che rappresentano il tessuto commerciale e imprenditoriale delle libere professioni della città è stato inibito di manifestare liberamente il proprio dissenso contro il governo nazionale".

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