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Gli studenti in protesta davanti all'edificio 19 di viale delle Scienze

Gli studenti in protesta davanti all'edificio 19 di viale delle Scienze

Università, studenti e centri sociali bloccano test d’ingresso: "Una truffa"

Hanno calato uno striscione dall'edificio 19 di viale delle Scienze, con lo slogan "Dei nostri soldi ne avete piene le tasche. No al numero chiuso", a firma del Collettivo universitario autonomo. Un blitz durato mezz'ora durante la quale sono state spiegate le ragioni della protesta

Una cinquantina tra studenti medi e attivisti dei centri sociali hanno effettuato un blitz nella cittadella universitaria contro la "truffa delle prove d'ammissione". Hanno invaso lo spiazzo antistante l’edificio 19, conosciuto come Polo Didattico, calando uno striscione dalla scala d’emergenza che riportava lo slogan “Dei nostri soldi ne avete piene le tasche. No al numero chiuso”. Dal megafono hanno spiegato le ragioni della loro protesta: “Un’azione simbolica - spiega il portavoce Federico Guzzo - che ha come obiettivo quello di manifestare l’opposizione degli studenti ai test d’ingresso”.

Subito dopo l'azione i manifestanti hanno voluto cercato un contatto diretto con tutti quegli studenti in attesa di svolgere le prove e, attraverso una videoinchiesta, hanno provato a capire e a mettere insieme le opinioni degli aspiranti studenti universitari nei confronti di quello che “è un vero e proprio incubo che, per una crocetta sbagliata, potrebbe far sfumare il loro desiderio e il loro diritto a continuare gli studi”. Il primo presidio è durato circa una mezz’ora, con gli attivisti che successivamente si sono diretti verso l’edificio 16 di viale delle Scienze.

“Per noi si tratta di un furto legalizzato che ogni anno nega il diritto allo studio di migliaia di giovani neodiplomati (e non) che, a causa di quella che può tranquillamente definirsi una lotteria, si ritrovano esclusi - spiega Guzzo - da un mondo della formazione universitaria, già sempre più inaccessibile a causa dei suoi costi. Crediamo che questi test siano in realtà strumenti di un business di mercato e di logiche di profitto in cui a guadagnarci sono le scuole di preparazione e le casse dell’Ateneo. Ogni test, infatti, costa 55 euro”.

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