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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca Calatafimi / Piazza Indipendenza

"Nessun intervento per prevenire gli incendi": foto di Musumeci bruciata davanti alla Presidenza della Regione

La protesta degli indipendentisti di Trinacria dopo i roghi scoppiati a maggio a Cefalù, Bagheria e Termini Imerese: "Con la finanziaria bloccata all’Ars anche i fondi che dovevano salvarci, quest’anno, restano nel cassetto"

Attribuiscono a Musumeci e al suo governo la responsabilità degli incendi divampati a maggio ad Erice e nella zona di Monreale, Pioppo, Cefalù, Bagheria e Termini Imerese. E sostengono che il presidente della Regione e la sua squadra di governo non abbiano fatto nessun intervento di prevenzione per contrastare i roghi. Per questo oggi gli indipendentisti di Trinacria hanno manifestato davanti alle sede della Presidenza della Regione e dato fuoco a una gigantografia del Governatore. "Musumeci piromane” il messaggio provocatorio che hanno lanciato.

"Anche quest’anno - spiegano in una nota - il piano di prevenzione incendi stenta a partire. L’assessore regionale all’ambiente Cordaro aveva promesso che la stagione antincendio sarebbe stata anticipata all'1 giugno, per durare fino al 15 ottobre; dal 26 aprile invece gli operai alle dipendenze del dipartimento sviluppo rurale si sarebbero occupati della pulizia del bosco, sottobosco e dei viali tagliafuoco. E ancora, nella stagione estiva, quattromila dei diciassettemila operai forestali dovrebbero essere impiegati come antincendio. Cento nuovi agenti si uniranno inoltre al corpo forestale dotati di nuove divise e nuovi strumenti. Ma il piano - dicono - non può partire: con la finanziaria bloccata all’Ars anche i fondi che dovevano salvarci dai roghi, quest’anno, restano nel cassetto". 

In Sicilia, solo nel 2021, oltre 78 mila ettari di bosco sono bruciati, pari al 3,05% della superficie della regione. Sono stati 8.113 gli incendi che hanno riguardato l’isola, devastando migliaia di ettari di bosco e macchia mediterranea, con una media di 135 roghi al giorno nei mesi di luglio e agosto. È la regione piu colpita di tutta l’italia. Bruciano tantissimi luoghi importantissimi, riserve naturali, boschi, pinete; luoghi dall’enorme interesse naturalistico e affettivo per i siciliani. Sulle Madonie si è parlato di disastro ambientale senza precedenti.

"Intorno all’emergenza incendi c’è un vero e proprio business - afferma Tiziana Albanese di Trinacria -. Lo scorso anno soltanto per le ore di volo di canadeir e veivoli in sicilia sono stati spesi circa 2.988.725,4 milioni di euro. Se si pensa al fatto che questi quasi tre milioni di euro registrano le spese unicamente dei velivoli, si può immaginare che enorme business e giro di affari si cela dietro ai nostri boschi in fiamme. Dei numeri troppo grandi per pensare di poter credere alla favoletta dei piromani cattivi che ogni anno a luglio si infervorano di rabbia e decidono di mandare a fuoco migliaia di ettari di territorio". 

Secondo Albanese "il Ppresidente Musumeci sa benissimo quello che si dovrebbe fare per non cadere per l’ennesima volta in quell’incubo". "Però - continua - preferisce fare il forcaiolo contro questi fantomatici e mitologici piromani invece che assumersi la responsabilità e dire chiaramente che loro la prevenzione non la faranno mai, perché prevenire fa guadagnare meno che curare!  Nell’emergenza canadair, elicotteri, interventi straordinari, fuoco e fiamme, e giù con uno, due, tre miliardi, tutti spesi in emergenza… e si sa che l’emergenza è un ottimo status per fare tanti soldi facili. Che importa se bruciano i polmoni verdi di questa terra. E conclude con un diretto attacco: «Chi fa profitti, chi glielo permette, e chi agevola il funzionamento di questo sistema, Musumeci per primo, è un indegno nemico della Sicilia". 

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