Da via Tiro a segno a Caserta, protesta al canile: "Un cane non vale 3,5 euro al giorno"

Volontari e animalisti hanno bloccato i furgoni che sarebbero serviti a trasferire gli animali in Campania. "Non idonei i mezzi dell'azienda che si è aggiudicato il bando". Ferrandelli: "Comune rispetti accordi, vogliono fare tutto di nascosto". L'assessore Piampiano: "Nessuna irregolarità, polemica strumentale"

Uno dei cani in gabbia in attesa del trasferimento con il furgone

Venti cani con un biglietto di sola andata per un canile di Caserta e una bagarre che promette di surriscaldare la rete e anche l’opposizione. Questa mattina al canile municipale del capoluogo due furgoni della Dog’s Town, azienda aggiudicataria di un bando che prevede il trasloco per direttissima di alcuni animali nella struttura campana, avrebbe suonato al campanello di via Tiro a Segno per portar via i cani senza che le associazioni animaliste venissero allertate. “Vogliono procedere di gran nascosto al trasferimento dei cani. Il Comune di Palermo continua a non rispettare gli accordi”, tuona Fabrizio Ferrandelli, leader dell’opposizione giunto stamane proprio al canile palermitano. E dopo ore davanti ai cancelli arriva un piccolo aggiornamento: "A seguito dell'ispezione dei furgoni - scrive Giusy Caldo - sono state riscontrate alcune anomalie".

E’ il settembre del 2017 quando il Comune di Palermo mette online un bando di gara che prevede il servizio di trasferimento, custodia, cura e mantenimento definitivo degli animali del Rifugio Sanitario Comunale o di altri animali ospitati in convezione presso alcuni rifugi privati. “Una volta dismessi - scrive l’area amministrativa della riqualificazione urbana e delle infrastrutture del Comune nel bando - non possono essere reimmessi nel territorio di provenienza”. Un bando di gara che non è mai andato giù alle associazioni animaliste che infatti hanno presentato un esposto.

trasferimento animali canile 2-2

"Vincerà chi farà l'offerta più bassa". E in effetti così è stato. La Uada Palermo, rappresentata da Ilenia Rimi, difesa dall’avvocato Paolo Grillo, ha fatto presente che non solo la partecipazione veniva consentita anche a chi non fosse in possesso dei requisiti imposti dalla legge - come ad esempio l'obbligo di essere iscritto ad un apposito albo - ma anche che il “criterio del minor prezzo” non fosse il migliore per l’aggiudicazione. “La custodia e il mantenimento dei cani che non posseggono caratteristiche standard non può valere 3,50 euro - tanto è il titolo dell’aggiudicazione ndr -. Questo è un bando al ribasso per cani difficilmente adottabili, cani fobici o non socializzati al solo fine di svuotare le gabbie e di non favorire le adozioni”, precisa Ilenia Rimi a PalermoToday.

Nonostante questo, nell’ottobre del 2018 la Dog’s Town si aggiudica il bando e il Comune di Palermo gli affida il servizio con regolare contratto. Questa impresa, con a capo la guardia zoofila Giovanni Ferrara, risulterebbe così non essere iscritta all’apposito albo. Oltre a questo cavillo di carattere burocratico, già prima della stipula del contratto sarebbero state riscontrate delle carenze organizzative. In una relazione, il dottor Zumbo, presidente dell’Ordine dei medici veterinari di Palermo, affermava che “gli spazi disponibili e il personale impiegato (10 operatori, ndr) sono appena sufficienti alla gestione dei soggetti attualmente ospitati”.

Il canile di Caserta, infatti, avrebbe ospitato circa 750 cani, tra adulti e cuccioli, numero che supererebbe di gran lunga il termine consentito dalla Regione Siciliana (circa 400 cani). Una struttura non idonea, secondo il capo dei veterinari, perché priva della giusta capacità di accoglienza. Parere negativo dunque da parte dell’Ordine dei medici veterinari che, invece, ha da sempre caldeggiato la strada dell’adozione, così come avrebbe previsto il protocollo d’intesa stipulato con la Lav, Lega anti vivisezione. Perché, secondo associazione e Ordine, solo un’adozione garantirebbe il benessere dell’animale.

Polemiche che non frenano di fatto l’accordo con la Dog’s Town anche se, per ben due volte, il trasferimento è naufragato. L’azienda di Caserta ha infatti provato a prelevare i cani con alcuni mezzi non ritenuti idonei dai veterinari dell’Asp che opera all’interno del canile palermitano. “Appare alquanto strano che una ex guardia zoofilia non sia a conoscenza della normativa da seguire per il trasporto degli animali. A maggior ragione - conclude la Rimi - avrebbe dovuto garantire il rispetto assoluto delle regole poste a tutela degli amici a quattro zampe”. Così, questa mattina, le associazioni Lida Palermo, Ugda Sicilia, Felici Nella Coda, Oipa Guardie Zoofile, Ada Palermo, Caa Sicilia, Un atto d’amore onlus Palermo, Enpa Palermo hanno bloccato per l’ennesima volta il trasferimento imponendo nuove ispezioni sui mezzi.

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"Nella vicenda del trasferimento di alcuni cani dall'ex mattatoio ad un canile privato, è ancora una volta in corso una sterile polemica politica priva di qualsiasi fondamento. A farne le spese rischiano di essere proprio i cani, per il cui benessere il trasferimento è stato programmato" Lo dichiara l'assessore Leopoldo Piampiano, ricordando che "l'amministrazione ha ovviamente acquisito tutta la documentazione prevista dalla legge relativamente alla ditta aggiudicataria del servizio, compresa quella rilasciata dalle competenti autorità sanitarie e veterinarie. Costringere i cani a rimanere in locali sovraffollati come sono quelli dell'ex mattatoio - conclude l'assessore - serve solo a prolungarne la sofferenza. Un fatto inaccettabile soprattutto se determinato unicamente dalla polemica politica fatta sulla pelle degli animali".

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