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Fondi bloccati per coop e comunità, la protesta: "A rischio il futuro di mille bambini e giovani mamme"

Sit-in davanti alla ragioneria comunale di via Roma per il mancato trasferimento delle somme. Sprio, presidente provinciale Agci: "Non abbiamo le risorse per il funzionamento delle strutture, così non si va avanti". L'assessore: "Spero la situazione si sblocchi favorevolmente"

Tra i freddi numeri del piano di riequilibro dei conti del Comune e gli annunciati tagli sui crediti commerciali sono finite anche le coop e le comunità alloggio che ospitano minori e donne con storie difficili, magari vittime di violenze o abusi. Tra queste anche giovanissime mamme che in queste comunità hanno trovato un rifugio sicuro. "Per me significa vivere serenamente in un contesto familiare che può trasformarsi in un riscatto per ognuna di noi", dice una ragazza appena diciottenne stringendo sotto braccio un’assistente sociale che considera un po’ mamma e un po’ sorella. E’ una delle decine di manifestanti - tra ospiti, operatori e responsabili di queste strutture - che questa mattina si sono riunite per un sit-in di protesta davanti alla ragioneria comunale di via Roma. Hanno chiesto di essere ascoltati e una delegazione ha raggiunto gli uffici dell’Amministrazione per chiedere lumi sullo sblocco delle somme.

Via Roma, la protesta di ospiti e operatori delle coop per donne e minori

"Ci sono realtà - spiega Francesco Sprio, presidente provinciale dell’Associazione generale operative italiane - che non ricevono soldi da otto mesi. C’è chi aspetta centinaia di migliaia di euro, milioni in tutto. Risorse necessarie per il sostentamento di queste comunità che accolgono, in provincia di Palermo, quasi un migliaio di minori, molti insieme alle madri. Tutti gli operatori hanno svolto il proprio dovere garantendo un servizio essenziale, anche durante il periodo Covid, senza il quale queste persone si sarebbero trovate in grosse difficoltà. Con il paradosso, in caso di chiusura, di dovere tornare in casa del proprio carnefice. Questo è chiaramente inaccettabile, eppure senza fondi non è possibile assicurarne il funzionamento. Quasi il 90% del budget viene impiegato per gli stipendi delle figure coinvolte per legge, ma ci troviamo a dover chiedere denaro anche per l’acquisto delle materie prime. Per noi, tra l’altro, sembrava prospettarsi una riduzione del 20% sui crediti vantati che non ha alcun fondamento. Le banche, saputo del taglio ai crediti commerciali, hanno chiesto a tutti di rientrare al più presto con i debiti. Ma i soldi il Comune ce li ha? Ci sono coop che sono fallite pur trovandosi con un attivo consistente certificato anche dal liquidatore".

Piano di riequilibrio, il Comune incasserà solo 180 milioni

Cinzia Mantegna-2L’inghippo alla base di questa impasse si troverebbe proprio qui: devono considerarsi i debiti nei confronti di coop e onlus del terzo settore, che garantiscono un servizio essenziale, alla stregua di qualunque altro credito commerciale? Nelle scorse settimane, con il piano di riequilibrio sullo sfondo, la ragioneria si sarebbe rivolta all’avvocatura comunale chiedendo come muoversi rispetto a questi pagamenti, mentre l’assessorato avrebbe consultato il ministero. Si attende un riscontro. Nonostante i quesiti posti anche l’assessore Cinzia Mantegna (foto allegata), componente della stessa giunta che ha firmato il piano di riequilibrio, appare chiara: "Mi auguro che la situazione si sblocchi quanto prima, purtroppo si è creato questo vulnus in relazione ai servizi alle persone attraverso le realtà del terzo settore. Le ultime determine che autorizzavano i pagamenti, in molti casi tornate indietro, risalgono a dicembre. Praticamente sino ad ora, senza bilancio, siamo andati avanti con l’avanzo vincolato. Ci è stato sottoposto dai legali di alcune coop un pronunciamento della Cassazione che andrebbe proprio in questa direzione. Aspettiamo queste risposte, speriamo favorevoli, e sapremo come muoverci".

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