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"Nessuna certezza sulla data di avvio al lavoro": protestano gli stagionali dell’Esa

Chiedono l’avvio delle attività al più tardi l’1 marzo e l’adeguamento delle retribuzioni. L’iniziativa è organizzata da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil. Ci saranno delegazioni da tutte le province

Presidio di protesta, domani a partire dalle 10, davanti alla sede dell’Esa, l'ente di sviluppo agricolo. Gli stagionali, al momento senza lavoro, chiedono l’avvio della campagna di meccanizzazione agricola del 2021 e l’adeguamento degli stipendi sulla base del nuovo contratto. L’iniziativa è organizzata da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil che con i segretari regionali Tonino Russo, Pierluigi Manca e Giuseppe La Bua. Ci saranno delegazioni da tutte le province. 

"Mentre si era certi, sulla base di precedenti accordi, di andare alla definizione della data di avvio al lavoro e della corresponsione persino degli arretrati, apprendiamo ora che tutti gli atti - spiegano i sindacalisti - devono essere trasmessi al Dipartimento di sviluppo rurale. Dicono che non c’è certezza sui finanziamenti disponibili dunque neanche sulle date e sulle retribuzioni, nonostante l’accordo di ottobre”.   

Per i sindacati i lavori devono partire al più tardi l’1 marzo. In assenza di risposte la manifestazione si trasferirà davanti all’assessorato regionale all’Agricoltura.


 

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