Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca Calatafimi / Piazza Indipendenza

"La Regione ci beffa": sciopero della fame per i soccorritori del 118

Niente acqua e cibo fino a quando non incontreranno Crocetta e l'assessore Borsellino. "Ci siamo pagati i contratti rinunciando agli straordinari. Ora ci propongono riduzione del monte ore e contratti di solidarietà". In ballo un contenzioso da 48 milioni di euro

Protesta dei lavoratori del 118 a piazza Indipendenza

Chiedono garanzie sul proprio futuro occupazionale ma da tempo non ne ricevono. Prosegue la protesta dei soccorritori del 118 che danno il via allo sciopero della fame in piazza Indipendenza. I capofila dello sciopero sono Nino Drago, segretario regionale Ugl Autonomie Locali e Carlo Alagna, coordinatore regionale 118 Ugl Sanità Sicilia. "A fronte dei sacrifici fatti in termini di prestazioni lavorative - spiega Alagna - e rispetto alla rinuncia degli straordinari dal 2010, chiediamo certezze sul nostro lavoro. E invece ci ignorano da oltre e un anno, prospettando riduzioni del monte ore e contratti di solidarietà".

Da ieri un presidio campeggia di fronte a Palazzo d'Orleans e "nessuno si muoverà fino a quando il presidente Crocetta non vorrà riceverci", spiega Alagna. Il motivo del contendere riguarda i contratti di lavoro dei soccorritori del 118 che dal 2010 hanno rinunciato agli emolumenti degli straordinari per assicurarsi un contratto. "Ci hanno messo di fronte ad un bivio: soldi dovuti o contratti a tempo pieno? Ma rispetto all'evoluzione della questione, non possiamo proprio accettare - continua il coordinatore regionale -. Insomma, ci siamo pagati l'assunzione e ora vogliono beffarci". Monta dunque la rabbia per i circa 3 mila lavoratori siciliani, che da un possibile impiego full time ed a tempo indeterminato si potrebbero vedere costretti ad abbassare le proprie aspettative.

"La dichiarazione del presunto risparmio di venti milioni di euro - si legge in una nota dell'Ugl - è interessante ma lo è altrettanto quella secondo la quale la Regione ne spenderà il triplo". Questo perché la rinuncia degli straordinari, cui non è seguita la stipula di contratti full time, potrebbe aprire un "contenzioso fra i lavoratori e la Regione di circa 48 milioni di euro".  Tale cifra sarebbe il risultato di quanto la Regione dovrebbe ai soccorritori considerando che ad ognuno di loro spettano circa 15 mila euro. Il sindacato chiede la convocazione urgente di un tavolo con l'assessore ed il Governatore, minacciando di fare ricorso per ottenere dalla Regione quanto dovuto.

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