Licenziamenti Opera pia, ex dipendenti si incatenano davanti all'assessorato alla Famiglia

La settimana scorsa i loro rappresentanti sindacali sono stati invitati a partecipare ad un nuovo incontro per discutere della procedura di licenziamento collettivo, ma nessun rappresentante dell'ente si è presentato. Sit in dei lavoratori anche in corso Calatafimi

Gli ex dipendenti incatenati al cancello dell'assessorato

"Resteremo qui fino a quando qualcuno non prenderà questa causa in mano". A parlare sono i lavoratori dell'Opera pia Cardinale Ruffini, licenziati in massa cinque mesi fa dall'ente presieduto dall'arcivescovo Corrado Lorefice. Da allora praticamente non hanno mai smesso di protestare. Questa mattina si sono incatenati davanti all'assessorato della Famiglia in via Trinacria. Mercoledì scorso i loro rappresentanti sindacali sono stati invitati a partecipare ad un nuovo incontro tra le parti che si doveva tenere nel centro per l'impiego, in via Praga, per discutere della procedura di licenziamento collettivo, ma nessuno dell'Opera pia si è presentato al tavolo. Nessun confronto dunque, la procedura va avanti e il tempo sta per scadere: restano gli ultimi 120 giorni, trascorsi quelli i licenziamenti saranno effettivi.

Sit in dei lavoratori dell'Opera pia anche in corso Calatafimi: i dipendenti dell'Ipab "Principe di Palagonia" protestano perché non ricevono gli stipendi da oltre un anno ma continuano a prestare assistenza a una trentina di ospiti della struttura. Sul caso Opera pia interviene il deputato all’Ars Vincenzo Figuccia: “C'era stata l'illusione che il Cda Opcer volesse ravvedersi per trovare una soluzione per i 40 dipendenti colpiti da licenziamento collettivo ma sembrerebbe invece che gli stessi componenti del Cda disertino gli incontri con le organizzazioni sindacali dimostrando di non avere la minima intenzione di interfacciarsi con le famiglie da qualche mese ormai in mezzo alla strada. Da diverso tempo sostengo che sia più che mai necessario un ripensamento della normativa vigente. Attivarsi per una piena attuazione dell’articolo 14 dello statuto significa dare al parlamento siciliano potestà esclusiva sulla disciplina Ipab. Come componente della commissione Statuto continuerò a battermi per riconoscere alla Regione, per mezzo degli assessorati competenti, la facoltà di nominare un commissario ad acta che, con riferimento ad atti illegittimi - come quest’ultimo sono posti in essere da parte delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza - possa revocarli in quanto non conformi alla norma”.

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