Cronaca Politeama / Piazza Verdi Giuseppe

Incredibile ma vero: i posteggiatori abusivi scendono in piazza

Hanno dato vita ad un corteo "per il lavoro e la dignità". Alcuni di loro esponevano dei cartelli: “Stanchi delle troppe multe”. Ma c’è anche con chi se la prende con i “colleghi”: la colpa è anche di chi impone delle tariffe”

Posteggiatori abusivi - foto archivio

"Siamo i parcheggiatori abusivi, siamo onesti cittadini". Quando scendono in piazza i famigerati posteggiatori, gli slogan non possono che essere paradossali. Se è ancora vero che la parola "onesto" vuol dire anche "rispettoso delle leggi", questi strani scioperanti sembrano non conoscere il significato di "abusivo".

Si sono riuniti in piazza Verdi, al Massimo, "per il lavoro e la dignità", loro che per lavoro devono solo stare seduti e usare un fischietto, arrivando a guadagnare fino a 1500 euro al mese, "tax free" ovviamente. Sono stanchi delle troppe multe, dicono i cartelli. E' come se gli automobilisti che vanno a 110 chilometri orari in viale Regione inviassero una lettera formale al Comune lamentando la presenza di troppi autovelox. O come se i commercianti non aprissero i negozi perché girano troppi agenti in borghese scoprendo mancate emissioni di scontrini.

Ma lo sciopero dei parcheggiatori abusivi è ancora più assurdo. E' una categoria illegittima, non riconosciuta dalla legge. Se si cerca sul dizionario la parola "sciopero", troviamo "astensione dal lavoro da parte di lavoratori dipendenti". Ma da chi dipendono i posteggiatori? Sembra che abbiano sbagliato il bersaglio della loro protesta. Perché i loro datori di lavoro sono i cittadini che "pagano", che sia per compassione o paura, e la mafia che gli permette di fare quello che fanno e li divide per zone.

Dunque i posteggiatori se la prendono con il Comune, reo di aver recentemente rafforzato i controlli. Si spera, ma ne siamo certi, che non otterranno nulla dall'Amministrazione. "Non si può più lavorare", afferma un posteggiatore che ha come sua zona di “competenza” lo stadio. “Ma la colpa non è solo delle multe – dice – ma di chi tra di noi impone delle tariffe, loro ci  hanno rovinato. Tutti noi dovremmo chiedere solo un aiuto".

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