Cinisi, i migranti protestano all'Opera Pia e l'asilo si svuota

Una decina di minorenni extracomunitari ha manifestato, all'interno della struttura che ospita anche i piccoli alunni, contro la mancata consegna della somma che gli spetta settimanalmente. Le mamme hanno ritirato i bambini. Il sindaco: "La cattiva gestione causa problemi di ordine pubblico"

L'Opera Pia a Cinisi

Una protesta messa in scena da alcuni dei minori migranti ospiti a Cinisi, all'interno dei due centri d'accoglienza dell'Opera Pia, riaccende i riflettori sul tema dell'immigrazione. Giovedì scorso, alle 8 del mattino, una decina di loro, dopo che i bambini della scuola dell'infanzia "Sacro Cuore del verbo Incarnato", presente all'interno della stessa struttura, erano entrati in aula hanno messo in atto una dimostrazione contro la mancata consegna dei pocket money, una piccola somma che le cooperative assegnano ai migranti ogni settimana creando così un po' di trambusto.

L'ordine è stato ripristinato dopo circa un'ora grazie all'intervento dei carabinieri del comando locale. Nessuno si è fatto male e non ci sono stati danni. Le polemiche per quanto accaduto però sono destinate a continuare. Le mamme dei bimbi che frequentavano la scuola, solo cinque, da quel giorno hanno smesso di portarli lì. Una di esse si è rivolta al primo cittadino per trovare una soluzione al problema. "Mi ha scritto per raccontarmi l'accaduto - racconta il sindaco Giangiacomo Palazzolo a PalermoToday - e per dirmi che non ha i soldi per portare il bambino in un asilo privato (le iscrizioni nelle strutture pubbliche sono già chiuse)". 

La convivenza, sotto lo stesso tetto, quello dell'Opera Pia, tra i bambini e i minori extracomunitari ha creato tensioni già da un po': "La scuola dell'infanzia - continua il sindaco -, che propone delle rette più economiche di altre strutture, non esiste più perchè pian piano le mamme hanno ritirato tutti i bambini. Il problema non sono i migranti, ma chi riceve i soldi per progetti di accoglienza che non vengono messi in atto o che sono spesi male. Diventa complicato spiegare a quelle famiglie di Cinisi che non hanno i soldi per comprare il latte ai propri figli perchè lo Stato dà i soldi agli extracomunitari e nascono anche problemi di ordine pubblico". 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Le parole dure del primo cittadino di Cinisi fanno seguito a precedenti dichiarazioni rilasciate dallo stesso poco più di un mese fa quando Palazzolo aveva minacciato di bloccare i soldi che lo Stato dà ai Comuni per pagare le rette da 45 euro a ogni minore migrante. Il motivo? "La stragrande maggioranza dei minorenni che ospitiamo è maggiorenne", disse in quella stessa occasione il sindaco. Sono 40 in tutto i migranti ospitati nelle comunità presenti nel territorio comunale e quest'ultime per occuparsene ricevono dallo Stato 15 mila euro.

 "Non intendo più concorrere - affermava Palazzolo - a quella che appare una truffa ai danni dello Stato. Chiedo allo Stato di svegliarsi. Si devono utilizzare con criterio i soldi dei cittadini. Stiamo creando un business che tutti ormai abbiamo iniziato a comprendere. Non è un'azione contro i migranti, ma serve una gestione sana dei soldi". Palazzolo in un video pubblicato su Facebook qualche ora fa ribadisce il concetto: "Non sono razzista ma questa non è integrazione e crea disordini". 

"Falsi minori tra i migranti", il sindaco annuncia il blocco della diaria

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, nuova ordinanza: Sicilia diventa zona gialla

  • Sicilia in zona gialla: cosa si può fare e cosa no dal 29 novembre

  • Coronavirus, divieto di spostamenti tra regioni valido anche per quelle in area gialla

  • Covid, Musumeci firma nuova ordinanza: bar e ristoranti aperti dalle 5 alle 18, ok ai negozi nei festivi

  • Annientata la Cupola di Cosa nostra: arrivano 46 condanne, inflitti oltre 4 secoli di carcere

  • Ficarra e Picone dicono addio a Striscia la Notizia: "Non è facile ma preferiamo fermarci"

Torna su
PalermoToday è in caricamento