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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Cronaca

Sportelli per l'immigrazione di prefetture e questure, protestano gli interinali: "Serve una proroga"

I lavoratori (1.150 in tutta Italia) hanno il contratto in scadenza il 31 dicembre. Brugnone (Nidil): "Non si possono buttare a mare 18 mesi di lavoro, lo Stato ci dia una risposta"

Hanno manifestato oggi davanti alla Prefettura i lavoratori in somministrazione presso prefetture e questure, per lo sciopero nazionale indetto da Nidil Cgil, Flsa Cisl e Uiltemp. Accanto ai lavoratori palermitani anche le delegazioni giunte da Siracusa, Messina Catania e Trapani, in tutto 25 lavoratori, che hanno chiesto a gran voce il rinnovo dei contratti, la stabilità occupazionale per poter svolgere un servizio indispensabile a tutela delle persone migranti.   

Lavoratrici e lavoratori interinali, impiegati presso gli sportelli unici per l’immigrazione di prefetture, questure, commissariati, assunti dalla primavera del 2021, protestano perché hanno il contratto in scadenza il 31 dicembre e chiedono la proroga. In totale sono 1.150 in tutta Italia.

"Abbiamo consegnato alla Prefettura il documento nazionale e una nostra dichiarazione per il prefetto, da inoltrare agli organismi preposti - dichiara Francesco Brugnone, segretario Nidil Cgil Palermo -. I lavoratori sono molto preoccupati, perché al 31 dicembre mancano 10 giorni e non si sentono considerati dal ministero dell’Interno. Se i loro contratti non saranno prorogati, sarà come aver buttato 18 mesi di vita professionale e tutte le competenze acquisite. Come se non fossero serviti a niente. Vogliono che si dia loro spazio e voce e che vengano considerati come lavoratori stabili, anche attraverso un percorso concorsuale che dia loro il riconoscimento dell’anzianità professionale".

"Si tratta di lavoratori che hanno prestato un’opera importante e il cui ruolo è stato riconosciuto dallo stesso ministero dell'Interno. Ci chiediamo - conclude Brugnone - come possa lo Stato non dare ancora una risposta nei confronti di chi per un anno e mezzo, ha fornito un apporto fondamentale agli uffici del ministero dell'Interno. Dalla primavera del 2021 queste lavoratrici e questi lavoratori hanno affrontato tre crisi: la pandemia, l'emergenza in Ucraina e hanno sopperito alla carenza di personale all'interno della pubblica amministrazione".

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