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Un momento della protesta Gesip di ieri pomeriggio - foto Campolo

Un momento della protesta Gesip di ieri pomeriggio - foto Campolo

Futuro della Gesip appeso a un filo Oggi il caso a Palazzo Chigi

Orlando spera in aiuto del Governo di 55 milioni per chiudere la vecchia Gesip entro l'anno. Ieri protesta dei lavoratori davanti a Palazzo delle Aquile e Villa Niscemi. "Pronti a marciare su Roma"

Lavoratori Gesip con il fiato sospeso. Oggi a Roma il caso finirà sul tavolo del consiglio dei ministri. Due giorni fa l’annuncio dei liquidatore Giovanni La Bianca: “Dal primo settembre non ci sono più soldi per gli operai”. Orlando ha contattato il ministro Anna Maria Cancellieri, che si è impegnata a portare la questione davanti al premier Mario Monti.

Il Sindaco spera che da Roma arrivino i fondi, circa 55 milioni, per chiudere la vecchia Gesip entro l’anno. E aprirne una nuova dal 1 gennaio 2013. Garantendo così il lavoro alle circa 1.800 persone. La proposta dell'Amministrazione prevede poi uno stanziamento di 75 milioni per il 2013 e di 50 per il 2014: in tutto 180 milioni. Ma a decrescere perché – come ha annunciato l’assessore alle Partecipate Cesare La Piana – l’obiettivo è di dimezzare il costo mensile dell’azienda.

Intanto ieri alcuni lavoratori, pochi per la verità (una trentina), hanno manifestato pacificamente davanti a Palazzo delle Aquile. Alcuni invece hanno raggiunto Villa Niscemi per cercare di incontrare, senza successo, Leoluca Orlando.

Intanto il segretario generale di Asia, Salvo Barone, e il segretario dell'Ugl, Antonio Mercante, anche loro dipendenti Gesip, precisano che “qualora gli interventi del Governo centrale non dovessero soddisfare pienamente le nostre aspettative - ovvero salvaguardia totale dei livelli occupazionali e delle retribuzioni - a Roma sentiranno forte la nostra protesta. Non permetteremo a nessuno di effettuare un solo licenziamento. E' inconcepibile che un Governo centrale, per un problema probabilmente tutto di natura politica, metta a rischio il dissesto finanziario della quinta città d'Italia".

"Occorre sicuramente - prosegue la nota - una presa di coscienza sulla attuale situazione economico/finanziaria cittadina che certo, non è da attribuire al sindaco Orlando. Per l'ennesima volta, alcuni pseudo politici e/o tecnici politicizzati, cercano di sfruttare la povera gente solo per scopi puramente elettorali. Si crea un problema, o addirittura si costruisce “ad hoc”, proprio perché lo stesso che lo ha causato lo risolva e si erga a salvatore della patria. Anche questa volta nessuno strumentalizzi la vertenza Gesip e il futuro di 1800 famiglie. Saremo pronti a tutto ma sicuramente senza creare disagi ai palermitani: la protesta va fatta tutta a Palazzo Chigi, anche da soli”.

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