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Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca

Farmacisti precari Covid-19, la denuncia dei sindacati: "Professionisti dimenticati da tutti"

A sollevare la situazione è la Ugl Salute Sicilia. Il segretario Carmelo Urzì e l'aggiunto Raffaele Lanteri: "Il resto dei lavoratori impiegati durante la pandemia sono stati già stabilizzati o troveranno a breve un contratto definitivo"

"Stanno procedendo, sia a livello nazionale che regionale, le attività rivolte alla stabilizzazione del personale precario Covid-19 impiegato in questi anni di emergenza pandemica nelle aziende sanitarie provinciali e nelle aziende ospedaliere. Tra queste figure mancano però i farmacisti che in Sicilia stanno continuando a lavorare ancora oggi in proroga per le Asp e per gli ospedali, colmando i pesanti vuoti che queste strutture hanno in organico". A denunciare la situazione "singolare" di questi professionisti della sanità è la Ugl Salute Sicilia.

"Quasi otto mesi fa avevamo evidenziato questo caso particolare, lanciando un appello pubblico alla politica per trovare una via d'uscita tale da consentire agli oltre 25 farmacisti precari di poter accedere alle procedure di assorbimento - affermano il segretario Carmelo Urzì e l'aggiunto Raffaele Lanteri -. Allo stato attuale non c'è alcun riscontro, mentre il resto dei lavoratori impiegati durante il Covid-19 sono stati già stabilizzati o troveranno a breve un contratto definitivo". 

"Il problema dei farmacisti - evidenzia il sindacato - è legato alla qualifica professionale, considerato che per l'assunzione è obbligatorio il possesso del requisito per l'accesso alla dirigenza. Elemento che, purtroppo, queste unità non possiedono essendo state immesse nel sistema con rapidità ma che potrebbero ottenere attraverso una semplice modifica della legge. Si dovrebbe prevedere infatti l'inserimento degli stessi nei posti che rimangono annualmente liberi nell'ambito dei corsi banditi, oppure la costituzione di un corso ad hoc. Diversamente si potrebbe optare per l'istituzione, riprendendo magari la vecchia formula, della figura professionale del collaboratore, che consentirebbe a tanti giovani laureati nelle discipline mediche e sanitarie di lavorare nel sistema senza la qualifica dirigenziale nelle more di poter ottenere la specializzazione".

"Vogliamo che questi lavoratori, che si sono spesi e si stanno continuando ad impegnare instancabilmente per la sanità siciliana, non siano dimenticati da nessuno e possano invece trovare la considerazione che meritano - concludono - Siamo disponibili a dialogare con chiunque prenderà a cuore questa vertenza".

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