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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca Carini

Carini, al liceo Mursia scattano i doppi turni: scoppia la protesta degli studenti

I 700 alunni che frequentano la sede centrale della scuola superiore, di cui circa cento disabili, questa mattina non sono entrati in classe e continueranno a non farlo fino a quando i locali dell'ex convento delle suore collegine non saranno consegnati all'istituto. Il vicepreside: "Confidiamo nella collaborazione tra le istituzioni per garantire il diritto allo studio"

Scoppia la protesta per i doppi turni, da lunedì, al liceo Mursia di Carini. Gli studenti che frequentano la sede centrale dell'istituto questa mattina non sono entrati in classe e continueranno a non farlo fino a quando i locali dell'ex convento delle suore collegine, che si trovano in centro storico e che dovrebbero accogliere una parte di loro, non saranno consegnati alla scuola. "I locali - spiegano i rappresentanti d'istituto - dovevano essere consegnati già da qualche mese alla scuola, ma a causa di lungaggini burocratiche non sono stati resi disponibili".

"I lavori per rendere l'edificio a norma di legge - conferma a PalermoToday il vicepreside Vincenzo Vassallo - sono stati completati ma i locali, per motivi burocratici, non ci sono stati ancora consegnati". A mancare sarebbero il certificato antimafia e poi il contratto d'affitto tra il legale rappresentante delle suore e la città metropolitana. "Una data certa della consegna - prosegue Vassallo - ancora non c'è e nell'attesa noi dobbiamo garantire tutte le ore di lezione e siamo quindi obbligati a fare i turni per liceo e Alberghiero, tra mattina e pomeriggio, nella sede centrale".

Fino a questo momento i circa 700 alunni che frequentano il plesso, tra i quali un centinaio o disabili, hanno avuto una riduzione oraria. Hanno fatto sempre due turni ma il secondo si concludeva alle 15. Da lunedì invece ci saranno sempre due turni, ma uno dalle 8 alle 13 e l'altro dalle 13,20 alle 18,20. "Anche per noi i doppi turni comportano problemi organizzativi - aggiunge il vicepreside - con il personale che deve garantire la pulizia e la vigilanza. Confidiamo - conclude Vassallo - nella collaborazione tra le istituzioni al fine di garantire il diritto allo studio in un territorio con problematiche di diversa natura quali la dispersione scolastica e la micro criminalità".

Un appello rilanciato anche dal presidente del consiglio d'istituto, nonché mamma di un alunno disabile, Susanna Genova: "E' da due mesi che aspettiamo questi locali ma per cavilli burocratici ancora non ci vengono consegnati. Gli studenti sono già stati penalizzati abbastanza svolgendo meno ore del previsto, ma con l'inizio del tempo pieno la situazione peggiorerà ulteriormente. I ragazzi disabili, che stamattina hanno protestano come tutti gli ragazzi che frequentano l'istituto, non potranno frequentare la scuola perchè nel pomeriggio hanno le terapie di riabilitazione". Ma i problemi non finiscono qui. "Anche i mezzi di traporto, gestiti dalle cooperative, nel pomeriggio - spiega il presidente del consiglio d'istituto - non funzionano".

Da qui l'appello alla Città metropolitana. "L'ex provincia si impegni ad ottenere, nell'arco di pochi giorni, le dovute certificazioni mancanti, necessarie - conclude Evola - per consegnare i locali. Gli studenti non meritano di subire ulteriori disagi". Dalla Città metropolitana però tranquillizzano. "Solo venerdì scorso - spiega Giuseppe Giunchiglia, della direzione edilizia - abbiamo ricevuto dal proprietario dei locali la documentazione necessaria per preparare il contratto. Mancava la verifica di vulnerabilità sismica che oggi finalmente mi è arrivata via mail. Ferma restando la consegna dei documenti in originale all'Ufficio patrimonio da parte del proprietario, la prossima settimana il contratto sarà pronto. Poi mancherà solo la firma".

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