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Una delegazione di precari della Spo dentro gli uffici dell'assessorato

Una delegazione di precari della Spo dentro gli uffici dell'assessorato

Da più di un anno sono senza lavoro, monta la protesta dei dipendenti Spo

La società satellite della Gesip resta attiva, ma i co.co.pro non percepiscono stipendio da oltre dodici mesi. "Ignorati dalle istituzioni". Oggi in assessorato per chiedere un incontro con l'assessore Clemente

Da più di un anno i 90 lavoratori della Spo, società per l'occupazione (satellite della Gesip), sono fermi e senza stipendio. I co.co.pro  della Spo – che a loro avviso - sono stati fino ad oggi ignorati dalle istituzioni, Comune e Regione, adesso chiedono il rispetto della loro dignità professionale e personale. Per questo sia ieri che oggi una delegazione si è presentata negli uffici dell’assessorato Risorse umane di via Garibaldi chiedendo un incontro con l’assessore Roberto Clemente.

La Spo ha gestito dal febbraio 2004 il progetto comunale “Piano per l'occupabilità dei soggetti svantaggiati dell'area metropolitana della città, svolgendo lavori amministrazione per conto del Comune per l'impiego di 3.270 ex Pip in vari settori della Pubblica Amministrazione: istituti scolastici, assessorati regionali, presidi ospedalieri, enti di rilevanza pubblica e la pulizia di 30 km di litorale. Dal 30 aprile 2010 sono fermi. "Lavoro per la Spo dal marzo 2007. Pur non essendo dipendenti lavoravamo con orari d'ufficio esagerati, dalle 9 alle 18 con un'ora di pausa. Quelli che si occupavano della pulizia delle spiagge cominciavano a lavorare anche alle 7 del mattino", dice Giuseppe Lo Verde. "Gli ex Pip - continua - vennero assunti dalla Trinacria Onlus, un'associazione nata ad hoc per sostituire il lavoro della Spo. Siamo contenti per loro, ma chiediamo alle istituzioni di essere stabilizzati anche noi".

L'appuntamento con l'assessore Clemente è alle ore 12, ma dopo un'ora di attesa ancora nulla. "Siamo stati mantenuti co.co.pro per oltre sei anni e mezzo - dice Tiziana Butttita - Tutti fra noi hanno una collaborazione che supera i 24 o i 36 mesi. Attendiamo delle risposte dalla Regione, che avrebbe dovuto stabilizzarci o comunque offrirci un contratto a tempo determinato. Vogliamo semplicemente essere ascoltati. Chiediamo la convocazione di un tavolo tecnico alla presenza di Comune e Regione".

"Nonostante fossimo co.co.pro non avevamo diritto a ferie, tredicesima, quattordicesima e lavoravamo a volte il sabato e la domenica. Dei sub-alterni senza diritti - dichiara Maria Tesauro - Ci hanno pure accusato di essere raccomandati per il fatto che fra di noi c'è anche la figlia del consigliere Tantillo, ma ci siamo sempre spezzati la schiena, compresa lei, per il nostro lavoro. Vogliamo solo lavorare. Io ho due figli, e sono separata. Come si fa a campare una famiglia senza quell'unico stipendio?". Interviene nuovamente Tiziana Buttita: "Dal 30 aprile 2010 noi non lavoriamo più, ma la società resta in funzione, con dei costi. L'amministratore, Massimo Primavera (liquidatore della Gesip, ndr) riceve ancora lo stipendio. Vogliamo solo capire, da Regione e Comune, qual'è il piano di riconoscimento del nostro stato. Se ci hanno mantenuto da precari, perché non prendono in considerazione la nostra situazione". Seguiranno aggiornamenti.
 

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