Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca Politeama / Via Camillo Benso Cavour

Provincia, protestano i dipendenti: "Scuole, strade e turismo a rischio"

Continua lo stato di agitazione dei 1.200 lavoratori che hanno manifestato con un sit in di fronte alla Prefettura di via Cavour. "Vogliamo informare i cittadini sulle gravi conseguenze a seguito della soppressione degli Enti". Consegnato documento con le criticità al Prefetto Cannizzo

Manifestazione davanti alla Prefettura (foto archivio)

Dipendenti delle Provincia in piazza. Continua lo stato di agitazione di 1.200 lavoratori, più i 150 delle società partecipate), che questa mattina, in occasione della manifestazione indetta a livello regionale presso tutte le sedi delle Prefetture, hanno manifestato con un sit in davanti alla sede della Prefettura di via Cavour, assieme alle segreterie provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp, Csa e al coordinamento delle Rsu della Provincia regionale di Palermo. Si tratta della seconda iniziativa dopo il presidio degli Enti locali di giovedì scorso, organizzato dai coordinamenti di tutte le Rsu siciliane.

"Intendiamo richiamare i cittadini - hanno dichiarato i manifestanti aderenti a tutte le sigle sindacali - sulle gravi conseguenze già evidenti e su quelle che a breve e a lunga scadenza subiranno le comunità locali a seguito della soppressione degli Enti. Dopo l'affossamento all'Ars della legge di riforma delle Province, con l'abrogazione dell'articolo 1, la nostra preoccupazione principale sono i finanziamenti che stanno venendo a mancare. I prelievi forzosi imposti dalla Legge di stabilità 2015, che sottrarrà alle Province un miliardo solo per quest'anno e una cifra doppia nei prossimi due anni, e l'inerzia del governo regionale in merito al decollo della riforma, determineranno il probabile dissesto degli enti. Non solo la Provincia non sarà in grado di erogare i suoi servizi, ma già adesso - hanno concluso - edilizia scolastica, strade provinciali, ambiente e servizi per i disabili sono a rischio, così come presto lo saranno i nostri stipendi".

Il pericolo per i dipendenti a tempo determinato e indeterminato e per il personale che svolge funzioni delegate alle Province è "di incorrere, se a tempo determinato, in un mancato rinnovo dei relativi contratti e, se a tempo indeterminato, nella possibilità di licenziamento. Una situazione drammatica che la delegazione composta dai segretari territoriali Filippo Romeo (Fp Cgil), Salvatore Badami (Cisl Fp), Salvatore Sampino (Uil Funzione pubblica) e Ettore Cassarino (Csa) hanno illustrato nel corso di un incontro. Le segreterie territoriali hanno chiesto di operare un richiamo al governo nazionale e regionale per l'apertura di un tavolo tecnico che tenga conto della situazione delle 9 ex province siciliane.

Al prefetto di Palermo è stato consegnato un documento in cui si stigmatizza il "prelievo forzoso" dello Stato ai nove ex enti, che per Palermo sarà 31.409.964 per il 2015, 45.988.025 per il 2016 e 60.566.086 per il 2017. "Questo prelievo, unito all'azzeramento dei trasferimenti già operato, sta determinando una forte penalizzazione dei servizi, che avrà gravi ripercussioni", hanno denunciato Romeo, Badami, Sampino, e Cassarino. Difficoltà per le scuole, che rischiano di chiudere per il mancato pagamento della spesa per il funzionamento, inagibilità degli edifici causata dalla mancata manutenzione, impossibilità di promuovere il diritto allo studio. "Non si potrà assicurare il monitoraggio e la tutela del territorio soprattutto in materia di inquinamento atmosferico, non si potrà assicurare il servizio di consulenza ai giovani né la promozione e il sostegno alle attività turistiche, agricole artigianali e imprenditoriali".

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