Cronaca

Sferracavallo in un mare di guai: catena umana contro il depuratore

La protesta della borgata contro la realizzazione del nuovo impianto: "L'immissione di sostanze nocive e sconvolgerebbe gli equilibri delle nostre acque, col rischio alga tossica. Chiediamo di bloccare il provvedimento"

Catena umana contro il depuratore - foto Mario Cucina

No al depuratore di Fondo Verde. È l´idea comune a tutti gli abitanti della contrada marinara di Barcarello che oggi, a partire dalle 10, si sono riuniti e uniti in una "catena umana" lungo il tratto di litorale. Una catena come simbolo di fermezza assoluta contro la realizzazione del nuovo impianto di depurazione di acque nere che scaricherebbe direttamente nel mare di Sferracavallo. (GUARDA IL VIDEO DI PROTESTA)

Progettato dal Comune e finanziato dall´ultima delibera Cipe risalente ad un anno fa, trova l´opposizione anche dell´Unione Europea. Lo scarico a mare delle acque reflue una volta depurate sarebbe infatti possibile, ma non in un´area marina protetta come questa.

La normativa Ue a questo proposito è molto chiara: lo smaltimento delle acque nere direttamente lungo questo genere di litorali è reato.

"Il 19 dicembre - spiega Simone Aiello, promotore del gruppo su Facebook "Il mare di Sferracallo" - la Provincia di Palermo ha deciso di scaricare le acque reflue del depuratore di Fondo Verde. Questo provvoccherebbe l'immissione di sostanze nocive e sconvolgerebbero gli equilibri del nostro mare, col rischio alga tossica. Chiediamo di bloccare questa determinazione".

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