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Lavoratori Almaviva in sit in al Massimo - foto Bonfardino

Lavoratori Almaviva in sit in al Massimo - foto Bonfardino

Vertenza Almaviva, protesta degli operatori alla prima del Teatro Massimo

Il popolo dei call center ha approfittato dello spettacolo "Lucia di Lammermoor" di Donizetti per tornare a farsi sentire. Ennesimo appello dei sindacati ad azienda e Governo: "Caos non più gestibile dalla cittadinanza. Sta mancando la tenuta sociale"

Continua la protesta dei lavoratori Almaviva davanti al Teatro Massimo, dove andrà in scena la prima dell’opera Lucia di Lammermoor di Donizetti. Dopo la comunicazione da parte dell’azienda di avviare le procedure di mobilità per quasi 3 mila dipendenti, di cui 1.670 a Palermo, il popolo dei call center ha organizzato un altro sit in che si aggiunge alle iniziative già lanciate sul web e sui social, con tanto di petizioni on line per dire "no" al piano esuberi. Giocando sul tema della delocalizzazione, le centinaia di persone presenti in piazza Verdi hanno intonato cori contro il Governo nazionale: "Da Palermo a Milano rispondiamo in italiano, se risponde un rumeno il lavoro viene meno. Se risponde un albanese non arrivo a fine mese". Tra i partecipanti anche l’assessore comunale alle Attività Produttive Giovanna Marano.

VIDEO: "VOLETE TOGLIERCI ANCHE LA DIGNITA'"

"La situazione sta velocemente sfuggendo di mano, bisogna subito far qualcosa. Il rischio di deriva sociale che ravvisiamo - spiega Salvo Montevago, segretario provinciale CisalCom - è forte, bisogna assolutamente fermare questa tendenza e bisogna farlo subito. Bisogna pianificare un'azione comune attraverso percorsi di assemblee continue dei lavoratori e iniziative condivise da tutti. Non possiamo in una situazione delicata come quella che 3.000 famiglie stanno vivendo, lasciare i lavoratori senza informazioni certe, senza ragionamenti e iniziative valide ma soprattutto - conclude - richieste dagli stessi lavoratori". Un aspetto ritenuto non secondario dal sindacalista riguarda anche la "tenuta sociale che sta mancando a seguito delle dichiarazioni di licenziamento collettivo avviate da Almaviva il 21 marzo sulle sedi di Palermo, Napoli e Roma: un caos che sta crescendo di proporzioni non più gestibili dalla cittadinanza".

Continua così l’appello alla cittadinanza e al mondo della cultura, delle istituzioni, per la vertenza che questa settimana vivrà momenti cruciali come l’incontro del 31 marzo fra l’assessore regionale alle Attività Produttive Mariella Lo Bello e l’azienda a Roma e l’avvio del tavolo con i sindacati sulle procedure di esubero il 1 aprile, al quale prenderanno parte le Rsu e le segreterie nazionali dei sindacati. "Attendiamo con ansia di conoscere l'esito dell'incontro tra Regione e azienda – spiegano Francesco Assisi segretario Fistel Cisl Palermo Trapani e Eliana Puma Rsu Fistel Cisl - , ma soprattutto attendiamo l'incontro del primo aprile per fare il punto con le segreterie nazionali. La vertenza Almaviva è unica ed è indispensabile che venga proclamato lo sciopero nazionale di tutti i lavoratori. Nessuno può sentirsi escluso dal problema che interessa i dipendenti di Almaviva di tutto il paese".

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