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Trattori in arrivo a Palermo - foto Cinzia Gerbini

Trattori in arrivo a Palermo - foto Cinzia Gerbini

Città "invasa" da agricoltori e trattori, è la #guerradelgrano di Coldiretti

Dal Politeama in corteo verso Palazzo d'Orleans. L'associazione denuncia quotazioni e prezzi inferiori a 30 anni fa, la perdita di migliaia di posti di lavori e la desertificazione di quasi 2 milioni di ettari

Città invasa dai trattori per difendere il grano nazionale dalle speculazioni. Esplode la protesta degli agricoltori italiani che hanno risposto positivamente all’appuntamento organizzato da Coldiretti in diversi capoluoghi italiani. A Palermo i produttori si sono incontrati per la #guerradelgrano al Politeama, per poi spostarsi in corteo verso piazza Indipendenza, sotto Palazzo d’Orleans. "Il grano - denunciano gli agricoltori - viene pagato praticamente a metà rispetto allo scorso anno su valori che non coprono i costi di produzione". Secondo Coldiretti le quotazioni si sarebbero attestate su valori più bassi rispetto a 30 anni fa, con la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro e il rischio desertificazione per quasi 2 milioni di ettari, il 15% della superficie agricola nazionale.

Sui cartelli portati dai manifestanti si leggono slogan come "Ci vogliono dieci chili di grano per una Coca Cola", "No grano no pane", "Stop alle speculazioni", e "Il giusto pane quotidiano". Tra le denunce degli agricoltori ci sono anche gli "orrori" dell'agropirateria, con "terrificanti" imitazioni della pasta italiana: dai "chapagetti" coreani alla "Italiano pasta" fatta in Egitto, dagli "spagheroni" olandesi ai "kapeleti" sloveni, fino ai "maccaroni" fatti in Germania. A Palermo migliaia di agricoltori della Coldiretti presidiano i punti chiave della città con i trattori distribuendo ai cittadini sacchetti di grano, dopo il blitz della sera precedente al Teatro Massimo, dove sono stati donati pane e altri prodotti. 

"Dal ritorno del baratto - scrivono dalla Coldiretti - alla pagnotta 'doc' più grande del mondo ai grani più antichi recuperati dagli agricoltori, ora a rischio di estinzione, fino al 'Made in Italy' sfregiato con kapeleti, spagheroni e macaroni scovati in tutti i continenti dove non vale la legge sulla purezza, ma nelle diverse città sono annunciate azioni per far conoscere a istituzioni e cittadini il valore del grano italiano per il futuro dei prodotti più rappresentativi del 'Made in Italy' quali la pasta e il pane. Dossier Coldiretti sulla #guerradelgrano con i costi delle speculazioni per gli agricoltori e i consumatori e le proposte concrete per salvare la coltivazione e i rischi che corre l’Italia sul piano ambientale, economico e occupazionale”.

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