Cronaca

Giovani modelle costrette a prostituirsi dai titolari di un'agenzia, via al processo

La Procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per Francesco Pampa e Massimiliano Vicari della "Vanity Models Management" e anche per Francesco Giardi, che avrebbe avuto rapporti a pagamento con una minorenne. Gli imputati, che erano stati arrestati a gennaio, hanno scelto l'abbreviato

Gli imputati, Francesco Pampa e Massimiliano Vicari

Dietro il paravento dell'agenzia di moda "Vanity Models Management", secondo la Procura, avrebbero gestito un giro di prostituzione minorile, spingendo giovanissime aspiranti modelle a vendersi per somme tra i 50 e i 150 euro e pagando loro stessi per avere rapporti sessuali con le ragazze. Per Francesco Pampa e Massimiliano Vicari, titolari dell'azienda, e Filippo Giardi, che avrebbe fatto sesso a pagamento con una giovane non ancora diciottenne, la Procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato.
I tre - che erano stati arrestati dalla squadra mobile il 14 gennaio - hanno poi optato per il rito abbreviato. Il processo inizierà tra qualche settimana davanti al gup Rosario Di Gioia. Pampa e Vicari si trovano in carcere, mentre per il terzo imputato il gip aveva disposto i domiciliari.

Orge con ostriche, champagne e modelle minorenni

Uno scenario squallido quello che era emerso dall'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e dal sostituto Sergio Mistritta. Gli accertamenti erano partiti ad agosto del 2019, quando la madre di una presunta vittima aveva denunciato di aver scoperto che sua figlia, da quando avrebbe avuto 15 anni, sarebbe stata costretta a prostituirsi da Pampa e Vicari, per i quali lavorava come modella.

La ragazzina ha poi raccontato agli investigatori che si sarebbe prostituita non solo a Palermo, ma anche con un "vecchio" in una casa di campagna di Monreale, a Napoli e Milano. I titolari dell'agenzia inoltre  - secondo la sua versione - le avrebbero passato regolarmente dei soldi per avere rapporti con lei negli uffici dell'agenzia di via Catania.

Inizialmente la Procura aveva individuato cinque presunte vittime, poi, anche per il clamore mediatico suscitato dalla vicenda, altre giovani si erano fatte avanti. Le ragazze hanno raccontato di aver subito una sorta di "lavaggio di cervello" e delle "fortissime pressioni", così si sarebbero trovate costrette a vendersi, anche con uomini dai quali sarebbero state disgustate. Inoltre, gli imputati le avrebbero spinte a considerare come normale qualcosa di inaccettabile.

La quindicenne costretta a prostituirsi: "Mi davano 150 euro, ero un oggetto"

Pampa, come era emerso dalla intercettazioni, avrebbe avuto un comportamento tutt'altro che professionale: "Ti devo sottomettere di nuovo", "è da troppo tempo che non facciamo l'amore", "ti voglio, tu non mi coccoli abbastanza" e "posso parlare vastaso? Ho voglia di sbatterti, perché non ti fai sbattere da me?" e "qua sta andando a finire che io pago e gli altri ti trombano". Questo il tenore di alcune conversazioni captate con le ragazze.

Un imprenditore campano avrebbe poi avanzato richieste a Pampa, chiedendo che organizzasse "situazioni", riferendosi agli incontri sessuali a pagamento, che sarbbe stato disposto a ricompensare con "un grande regalo". E' in questo contesto che l'imputato avrebbe definito le ragazze come "carne da macello" e che le avrebbe coinvolte in orge a pagamento con ostriche e champagne.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Giovani modelle costrette a prostituirsi dai titolari di un'agenzia, via al processo

PalermoToday è in caricamento