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Cronaca

Accusato di aver fatto prostituire giovani modelle, il manager: "Erano loro a chiedere di fare sesso"

La difesa di Francesco Pampa, titolare della "Vanity Models Management", che avrebbe sfruttato delle minorenni: "Volevano sfondare nel mondo dello spettacolo ed erano pronte a tutto in cambio di soldi e regali, io le ho solo aiutate e loro invece mi hanno tradito". Imputato anche l'ex socio Massimilano Vicari e un presunto cliente

Non delle vittime, ma delle ragazze ambiziose, desiderose di fare la "bella vita" e di sfondare nel mondo dello spettacolo e della moda, disposte a tutto e soprattutto "felicissime" di avere rapporti sessuali con chiunque, purché arrivasse un regalo - soldi, oggetti, viaggi - in cambio. La vera vittima, quindi, sarebbe stato lui, Francesco Pampa, titolare di un'agenzia di moda ("Vanity Model Mangement") che avrebbe solo cercato di aiutarle e che faceva sesso con loro "perché erano loro a chiedermi di scop...". Stamattina per oltre tre ore l'imputato - è accusato di aver gestito un giro di prostituzione minorile ed era finito in carcere a gennaio - ha deciso di dare la sua versione dei fatti al gup Rosario Di Gioia, che lo sta processando con l'abbreviato assieme al suo ex socio Massimiliano Vicari e ad un presunto cliente, Filippo Giardi.

Proprio il giudice ha dovuto richiamare più volte all'ordine Pampa, invitandolo a non offendere le persone offese (in 5 si sono costituite parte civile con l'assistenza degli avvocati Nino Zanghì, Silvia Sansone, Giuseppina Cicero e Giovanni Maria Saitta) e ad utilizzare un linguaggio consono. Perché davvero l'imputato non avrebbe lesinato neanche l'ultimo dei dettagli per dipingere le giovani come delle poco di buono: "Bastava farle bere e aprivano le cosce", ha detto, aggiungendo che "non c'è un punto della mia agenzia in cui non ho fatto sesso".

"Sesso a turno con un vecchio in un casolare"

Secondo il procuratore aggiunto Annamaria Picozzi ed il sostituto Sergio Mistritta, che hanno coordinato le indagini della squadra mobile, Pampa e Vicari, dietro al paravento dell'agenzia di moda, avrebbero in realtà sfruttato le ragazze, contrattando rapporti sessuali a pagamento in diverse parti d'Italia. In Campania, per esempio, su richiesta di un imprenditore, sarebbero state organizzate orge con ostriche e champagne. Mediamente gli incontri sarebbero stati pagati tra i 50 ed i 150 euro. L'inchiesta era partita dopo che, ad agosto del 2019, la madre di una delle aspiranti modelle avrebbe scoperto che la figlia si sarebbe prostituita già da quando aveva 15 anni e proprio con i titolari dell'agenzia.

Le giovani hanno raccontato di aver subito una sorta di "lavaggio del cervello" e "fortissime pressioni" da parte di Pampa e Vicari perché facessero sesso a pagamento. Pampa stamattina ha invece raccontato che le ragazze sarebbero state tutte "felicissime", che sarebbero andate con chiunque "anche gratis". Si è detto anche molto "arrabbiato" perché in realtà tutte lo avrebbero "tradito". In particolare, secondo la sua versione, le giovani lo avrebbero denunciato soltanto perché ciò che facevano era stato scoperto e non avrebbero voluto perdere la faccia e passare appunto per delle poco di buono.

Ma per l'imputato le presunte vittime sarebbero state proprio questo, oltre che delle "disadattate", "drogate", "bevevano", "abbandonate dalle famiglie". "Io non devo pagare per fare sesso", avrebbe anche tenuto a precisare l'imputato per respingere anche la tesi dell'accusa: sarebbero state le aspiranti modelle a "buttarsi addosso", a "chiedere di fare sesso".

Stamattina è stato sentito anche Giardi, che si è difeso raccontando di "non essere particolarmente bello e neppure benestante" e che si sarebbe innamorato della ragazza minorenne con cui avrebbe avuto dei rapporti sessuali a pagamento. Pagamenti che ha negato: "Erano regali", ha spiegato. Poi ha anche riferito che sarebbe stato "deluso" quando aveva appreso che la giovane sarebbe andata anche con altri uomini, ammettendo che però avrebbe dovuto "aspettarselo".

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