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Anche una donna tra le persone arrestate

Anche una donna tra le persone arrestate

Riti voodoo per farle prostituire, scattano 4 arresti

Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e tratta di esseri umani: smantellata una banda. La Finanza ha fermato tre nigeriani e un ghanese. L'indagine partita dalla denuncia di una delle vittime

Tre nigeriani e un ghanese sono stati fermati dalla Finanza con l'accusa di aver fatto parte di un'organizzazione internazionale dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e alla tratta di esseri umani nonché alla commissione di altri gravi reati contro la persona, considerato il trattamento inumano cui erano sottoposti i migranti prima e durante il viaggio, e allo sfruttamento della prostituzione delle giovani donne nigeriane che accedevano nel territorio italiano. Tra gli arrestati c'è anche una donna. Le quattro persone finite in manette sono: Osaro John (alias Vivian), nata a Benin City (Nigeria), 37 anni; Collins Emoon, nato in Nigeria, 25 anni; Bright Irogbenit (alias Efe), nato a Benin City (Nigeria), 30 anni; George Asanti Ofori, nato in Ghana, 34 anni.

INDAGINE PARTITA DALLA DENUNCIA DI UNA DELLE VITTIME/VIDEO

Le attività investigative del Gico hanno consentito di appurare che l'associazione faceva entrare nel territorio italiano delle ragazze nigeriane, al fine di indurle, una volta arrivate, alla prostituzione. In particolare, a fronte della ingannevole promessa di opportunità lavorative in Italia, erano indotte ad assumersi un debito di 30 mila euro, quale pagamento del viaggio e per l'avviamento al lavoro, approfittando, tra l'altro, della situazione di vulnerabilità psicologica determinata dalla celebrazione di un rito "voodoo", quale garanzia del debito. Nel trasferimento dalla Nigeria alla Libia,erano costrette contro la loro volontà a sostare presso strutture di detenzione libiche nella disponibilità dell'associazione criminale, per poi essere imbarcate alla volta dell'Italia. 

Le indagini sono state delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, sotto il coordinamento del Procuratore Capo Francesco Lo Voi, del Procuratore Aggiunto Maurizio Scalia e dei Sostituti Procuratori Calogero Ferrara e Annamaria Picozzi. L'associazione operava tra Africa (Nigeria), i paesi del Maghreb (soprattutto la Libia) e l'Italia (Lampedusa, Agrigento, Palermo, Reggio Calabria, Napoli e Padova).

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