Un centro sportivo alla Favorita? "Inopportuno ridurre le aree di vegetazione"

A sostenerlo sono diverse associazioni cittadine: l'Associazione Comitati civici, l'Associazione Bene collettivo, Italia Nostra (sezione Palermo), Wwf Sicilia Nord Occidentale, il Circolo l'Istrice e Salvare Mondello

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

La Favorita, zona B della Riserva Naturale Orientata Monte Pellegrino, principale parco monumentale della città con vincolo ministeriale fin dal 1926 e polmone verde di Palermo, in questo momento suscita interessi incompatibili con la sua natura e funzione; ci riferiamo in particolare alla richiesta da parte della Società sportiva dilettantistica a.r.l. di costituzione di un centro sportivo dilettantistico per squadre di calcio. Considerata l'eccezionale valenza culturale e paesaggistica dell'area e nel rispetto delle norme contenute nel vigente piano d'uso (Piano di utilizzazione della zona “B” della RNO Monte Pellegrino – Parco della Favorita, DDG 368 del 29.06.2012), riteniamo che ridurre ulteriormente le aree di vegetazione sia inopportuno e incongruente con il piano stesso e col vincolo monumentale.

Ciò premesso si invitano gli enti di competenza a rigettare la proposta della creazione del nuovo centro sportivo e di assegnare per questo scopo un’area non ricadente nell’ambito del parco. Molte altre aree cittadine sono, infatti, facilmente utilizzabili per attività sportive. Tuttavia, proprio questa occasione può essere opportuna per ripensare alla Favorita come spazio di fruizione, conforme al luogo storico e rispettoso dell'ambiente, e per risolvere problematiche antiche, rimaste insolute, tra cui, in particolare la manutenzione. Auspichiamo quindi un immediato intervento per pubblica utilità e salvaguardia, consistente nella tutela e cura dell’esistente vegetazione di grande pregio che comprende molti endemismi, nella salvaguardia delle antiche strutture arboree, comprese quelle preesistenti al parco borbonico (esedre di cipressi presso il piazzale dei matrimoni) e particolarmente quelle dei viali monumentali di Lecci e delle esedre di Ercole Farnese, di Diana e di Pomona; quest’ultima devastata da un moderno intervento arboreo che ne impedisce la vista. Si sollecita la manutenzione delle esedre minori, del cenotafio, della coffee house sotto la palazzina cinese, il recupero dell'importante sistema idraulico, considerevole impianto ingegneristico ottocentesco, costituito dalle torri d'acqua celate in monumentali elementi architettonici decorativi, ed il recupero dei “boschetti”, elemento qualificante del parco neoclassico.

Chiediamo l’immediata pulitura dell’area sgomberata dai rom, il restauro delle cancellate sul muro perimetrale (via del Fante) che sanciscono il collegamento (visivo, ambientale e storico) con il glorioso istituto Castelnuovo e la realizzazione, attraverso opportuna progettazione, del giardino previsto nel piano d'uso per quest’area. Si chiede di procedere speditamente con il recupero del “bosco di Diana” oggi ancora in area militare, rendendo visibile la statua di Diana di età imperiale romana, ormai priva della testa e delle braccia, e di rendere fruibili le splendide “cisterne” di Nervi, esempio pregevole di architettura moderna, anch’esse in gran parte in area militare. Si ricorda infine che nella totalità questi interventi, se adeguatamente e speditamente progettati, possono accedere ai finanziamenti europei e nazionali. Si richiede un immediato e attento sopralluogo con i funzionari incaricati per procedere alla redazione della lista degli interventi più urgenti ed alla attuazione del Piano d’uso.

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