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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Cronaca

Chiusura del pronto soccorso del Cervello, interviene Schifani: "Sarà ampliata area emergenza di Villa Sofia"

Non si placano le polemiche dopo l'annuncio dell'interruzione del servizio. Il governatore assicura: "Nessun aggravio per gli altri ospedali di Palermo, sarà garantita la salute dei cittadini". Intanto i sindacati annunciano un sit in di protesta: "Villa Sofia subirà un sovraccarico di accessi". L'Ordine dei medici: "Accorpamento unica soluzione possibile"

Ampliamento del pronto soccorso di Villa Sofia e inizio dei lavori solo quando la nuova area d'emergenza del Policlinico non entrerà a regime. E' questa la soluzione trovata dalla Regione per consentire la chiusura per ristrutturazione del pronto soccorso dell’ospedale Cervello senza che questa gravi sulle altre aree di emergenza di Palermo. Sulla questione - fanno sapere dalla Regione - è intervenuto personalmente il presidente Renato Schifani che, d’intesa con l’assessore alla Salute Giovanna Volo, si è assicurato la realizzazione di un coordinamento efficiente tra le strutture ospedaliere. "Abbiamo ragionato con i soggetti coinvolti - dichiara il governatore - al fine di costruire e programmare un sistema coordinato che non rechi in questa circostanza alcun pregiudizio al diritto all’assistenza e alla salute dei cittadini".

Nello specifico, durante i lavori al Cervello, il pronto soccorso di Villa Sofia potrà avvalersi di un notevole incremento di superficie operativa, comprendendo tutto il Padiglione Biondo (circa 1.000 metri quadrati), con grandi benefici per l’emergenza sanitaria. Inoltre, il temporaneo accorpamento, consentirà l’apertura di altre due postazioni di visita e cura e il Triage avanzato con presenza medica. Inoltre, i lavori di ristrutturazione del pronto soccorso di via Trabucco non saranno avviati almeno sino a quando non sarà aperta e messa a regime la nuova area di emergenza, potenziata e riqualificata, del Policlinico, prevista per il prossimo 27 febbraio. 

La Fials: sit in dei lavoratori per evitare gravi disservizi  

Ma i sindacati non ci stanno. Così scatta la protesta contro la chiusura. Giovedì 23 febbraio la Fials Palermo organizzerà una assemblea con sit in davanti alla sede legale dell’azienda in viale Strasburgo, per chiedere di essere ricevuta dall’azienda e manifestare il proprio disappunto sulla scelta di chiudere il reparto. “La situazione delle aree di emergenza è già critica - scrivono Giuseppe Forte, Antonio Ruvolo e Giovanni Cucchiara - e non potrà che peggiorare in città considerato che resterà attivo solo il pronto soccorso di Villa Sofia, che inevitabilmente subirà un sovraccarico di accessi”. La Fials chiede quindi il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali in linea con quanto disposto dall’assessorato. Il sindacato quindi “prende atto positivamente della sensibilità mostrata sulla vicenda da parte del presidente della Regione, Renato Schifani e non può che concordare sulla necessità di evitare, 'con tutti i mezzi a disposizione', che si creino gravi disservizi”.

L'Ordine dei medici "Ok all'accorpamento"

"La chiusura del pronto soccorso dell'ospedale Cervello e il suo trasferimento a Villa Sofia è inevitabile perché mancano i medici e perché va ristrutturato. Ne condividiamo anche il modello organizzativo, probabilmente l'unico possibile per ottimizzare la risposta clinica e le risorse umane, che sono stremate. Resta il nodo drammatico della carenza di medici e sanitari come ribadiamo da anni e che sembra uscito fuori da qualsiasi dibattito, programma elettorale e di governo. Si continua a parlare di Pnrr solo in termini di investimenti strutturali e tecnologici, non una riga nel piano e mai una parola sul numero insufficiente di medici e sanitari, che sono i destinatari di un radicale cambiamento. E non sembrano esserci correttivi all'orizzonte. Una visione distorta di sanità pubblica nuova, moderna ed efficace che si aggiunge alla surreale "questione settentrionale" che ha rimpiazzato la "questione meridionale", dimenticata da decenni per disinteresse e che oggi ci impone nei fatti la chiusura di un pronto soccorso nevralgico". Così il presidente dell'ordine dei medici di Palermo Toti Amato, consigliere nazionale della Fnomceo.

Anche il direttore del trauma center di Villa Sofia Antonio Iacono conferma l'opportunità di unire i Ps adulti e traccia il quadro delle due aree di emergenza: "Villa Sofia beneficia di ben 1000 mq di superficie operativa, il fabbisogno è di 32 medici ma sono solo in 14. Al pronto soccorso del Cervello servirebbero 26 medici, ma ce ne sono appena 10. A marzo, quando saranno unificati i due ps adulti e contestualmente tornerà al Cervello il pronto soccorso pediatrico, l'ortopedia pediatrica e la pediatria, l'ospedale si trasformerà in vero polo materno infantile insieme agli altri servizi di ostetricia, ginecologia e neonatologia che già l'ospedale eroga. In questo modo non solo saranno ottimizzati risorse umane e percorsi clinici, ma potranno essere recuperati nuovi posti letto che oggi scarseggiano.

Il capogruppo M5S all'Ars: "No a soluzioni tampone"

Il problema investe anche la politica. "La preoccupante situazione del pronto soccorso dell'ospedale Cervello di Palermo che rischia la chiusura, ufficialmente per ristrutturazione ma in realtà anche per la cronica mancanza di medici, potrebbe essere la punta di un iceberg di cui è persino difficile intuire le reali, enormi proporzioni" afferma il capogruppo del M5S all'Ars e componente della commissione Salute di Palazzo dei Normanni, Antonio De Luca, che ha chiesto al presidente Giuseppe Laccoto l'istituzione della sottocommissione. "La triste verità è che tutte le aree di emergenza dell'isola sono in crisi per carenza di personale e di sicurezza, come testimoniano le numerose e sempre più frequenti aggressioni al personale. Non è più possibile andare avanti con soluzioni tampone che puntualmente si rivelano inefficaci, occorre trovare una volta per tutte soluzioni strutturali e per questo occorre che l'Ars accenda un faro permanente sulle aree di emergenza, magari istituendo una sottocommissione che raccolga suggerimenti di operatori, vertici aziendali e sigle sindacali, per trovare assieme una via d'uscita ad una situazione vicina al tracollo".

"La paventata chiusura del pronto soccorso del Cervello - continua Antonio De Luca – inevitabilmente finirebbe con l'impattare negativamente sugli altri pronto soccorso palermitani, acuendo i grossi disagi che già lamenta l'utenza. Bisogna studiare tutte le possibili vie d'uscita ad una situazione che è comune a tutte le aree di emergenza siciliane, pensando a forme di incentivazioni per i medici, deroghe alla norme di reclutamento dei medici, come avvenuto in periodo Covid, arrivando perfino a sensibilizzare il Parlamento nazionale a rivedere e aggiornare la normativa che regolamenta l'accesso alla dirigenza ospedaliera, ormai obsoleta. Questo solo per fare qualche esempio, ma dovrebbe essere la sottocommissione che immagino a proporre le soluzioni migliori per uscire da quello che sembra essere al momento un vicolo cieco". 

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