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La locandina "incriminata"

La locandina "incriminata"

A Balestrate Natale diventa il "giorno della natica", polemiche per le locandine del Comune

Sulle affissioni che pubblicizzano gli eventi natalizi la scritta in latino "Natis die", al posto di "natalis dies" oppure "nativitatis die". L'autore della scritta Paride Benassai: "Per me è soltanto una licenza poetica per una dedica ai figli"

"Natis die" ovvero "Il giorno della natica". E' questo il titolo scelto dal Comune di Balestrate per le manifestazioni natalizie in programma durante le festività. Un erroraccio che non è passato inosservato non solo agli occhi dei latinisti ma anche a quelli degli oppositori politici del sindaco e che ha scatenato la polemica. Il primo a denunciare pubblicamente la gaffe su Facebook é stato il consigliere di minoranza del M5S Giuseppe Curcurù: "Stupiti e basiti da tanta cultura: l'amministrazione - scrive - parla il latino. Sarebbe stato corretto dire o 'natalis dies' oppure 'nativitatis die' ... perché questa specie di forma 'sincopata' natis, purtroppo ha un altro significato". Il consigliere grillino conclude chiedendo all'amministrazione di correggere "queste vergogne".

A stretto giro arriva la risposta, sempre tramite social, dell'assessore Marisa Saputo: "Quanta pochezza, quanta volgarità e quante discussioni sterili per diffondere odio ed astio in una comunità che di certo di tutto ha bisogno tranne che di questo. In qualità di rappresentante di questa Amministrazione chiedo scusa a Paride Benassai che con grande amore e spirito di devozione si è messo al servizio di tutta la nostra cittadina, ricevendo in cambio sterili e inutili critiche". 

Sulla vicenda interviene anche il diretto interessato, l'attore Benassai, che prova a spiegare la sua traduzione di "Natis die": "Soltanto Natis natis, nella terza declinazione femminile singolare si traduce in 'Natica'. Natis (ablativo plurale maschile) si traduce é 'ai figli' oppure (nella sua forma neutra dal sostantivo natum nati, seconda declinazione) 'ai nati'. 'Natis die', per me, è soltanto una corretta licenza poetica dal latino, che potrebbe tradursi liberamente in Ai nati il giorno, ai figli il giorno. Una dedica insomma ai nostri figli, ai figli dei nostri figli. Sereno Natale a tutti".

La pensa diversamente la professoressa di Lettere Bianca Traina del Vittorio Emanuele II che spiega a PalermoToday: "Natis può essere un nome femminile della terza declinazione che esce natis (al nominativo), is (al genitivo) e significa natica e in questo caso la traduzione dell'espressione Natis die è 'nel giorno della natica' perchè die è ablativo quindi significa nel giorno. Die natis potrebbe essere anche letteralmente 'nel giorno per i figli' perchè natis è anche ablativo plurale di natus, nata, natum che vuol dire figlio. Si tratta comunque di un errore perchè l'aggetivo è natalis".

Insomma l'errore c'è e la gaffe che ne consegue pure. Le intenzioni però erano buone e di correggere la locandina al momento non se ne parla. 

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