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L'Università partecipa al progetto Unicore: accoglierà rifugiati dall’Etiopia

Gli studenti avranno l’opportunità di arrivare in Italia in maniera regolare e sicura. Saranno selezionati sulla base del merito e della motivazione, attraverso un bando pubblico che scadrà il prossimo 1 aprile

L’Università di Palermo è tra i ventiquattro atenei italiani che daranno la possibilità a 43 rifugiati, residenti in Etiopia, di proseguire il loro percorso accademico nel Belpaese. Gli studenti saranno selezionati sulla base del merito e della motivazione, attraverso un bando pubblico lanciato oggi. Il progetto, University corridors for refugees (Uni-Co-Re), giunto alla sua terza edizione, offre ai rifugiati l’opportunità di arrivare in Italia in maniera regolare e sicura, in linea con l’obiettivo dell’Unhcr di rafforzare i canali di ingresso per rifugiati e di raggiungere il tasso di iscrizione a programmi di istruzione superiore al 15% nei paesi di primo asilo e nei paesi terzi.

“Sono giovani determinati che - ha dichiarato Chiara Cardoletti, rappresentante Unhcr per l’Italia, la Santa Sede e San Marino - aspirano legittimamente a costruire un futuro in dignità e vogliono dare il loro contributo alla società, e grazie a progetti come Unicore, all’impegno degli atenei italiani e dei partner, queste aspirazioni ora possono diventare realtà. Consentire ai rifugiati di arrivare in sicurezza ed esprimere il proprio talento - conclude - è oggi ancora più importante alla luce della situazione preoccupante in Etiopia, dove la sicurezza ed il benessere dei rifugiati e di migliaia di civili sono oggi in pericolo”.

Unicore è nato nel 2019 con una prima fase pilota durante la quale sei studenti sono stati accolti da due atenei, per poi espandersi nel 2020 con la partecipazione di venti studenti rifugiati originari del Sudan, Sud Sudan, Repubblica democratica del Congo ed Eritrea che attualmente frequentano corsi di laurea in undici università. Unicore riflette le indicazioni date dalla Commissione europea nel nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo e nella sua raccomandazione del 23 settembre 2020, nel quale si invitano gli Stati membri a creare nuovi percorsi di ingresso e di protezione per i rifugiati, quali programmi di studio e lavoro. Collaborano al progetto il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, l’Unhcr, Agenzia Onu per i rifugiati, Caritas italiana, Diaconia valdese, Centro Astalli e Gandhi Charity.

Per assicurare il supporto necessario agli studenti durante il programma di laurea magistrale della durata di due anni e favorire la loro integrazione nella vita universitaria gli atenei si avvarranno del sostegno fondamentale di un’ampia rete di partner locali. Il bando chiuderà il 1 aprile.
 

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