Cronaca

Sanità, al via il progetto “ospedale a domicilio” per i talassemici

L'iniziativa permette ai pazienti affetti da malattie ematologiche croniche di usufruire della trasfusione direttamente casa propria grazie all'intervento di un'equipe multidisciplinare

Ha preso il via a Palermo il progetto di assistenza domiciliare ematologica “Ospedale a Domicilio” (“Promozione culture e sviluppo della cultura del Volontariato”), promosso dall'Unità Operativa Complessa Ematologia per le Malattie rare del Sangue e degli Organi Ematopoietici dell'Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti “Villa Sofia – Cervello”, diretta da Aurelio Maggio, in collaborazione con l'Associazione Piera Cutino. L'iniziativa permette ai pazienti, affetti da malattie ematologiche croniche (come la Talassemia), che ad oggi necessitano del periodico ricorso alla struttura ospedaliera per le proprie terapie trasfusionali, di usufruire della stessa prestazione sanitaria (la trasfusione) direttamente al proprio domicilio, grazie all'intervento, nella propria abitazione, di un'equipe multidisciplinare composta da diverse figure professionali quali il medico e l'infermiere professionale esperto, nonchè grazie al coinvolgimento ed alla partecipazione attiva dei familiari e del medico curante.

“L'obiettivo principale dell'Ospedale a domicilio - spiega il professore Maggio, responsabile scientifico del progetto - è quello di riuscire a coniugare una maggiore appropriatezza ed umanizzazione delle cure, promuovendo il miglioramento sia della qualità dell'assistenza sanitaria sia della qualità di vita dei pazienti, assistendoli direttamente nel loro ambiente familiare con un approccio multidisciplinare (medico e sociale), e allo stesso tempo favorendo in tal modo la riduzione dei ricoveri impropri e delle liste di attesa, nonchè l'individuazione di criteri di redistribuzione delle risorse dell'Ospedale e del territorio”. “Per la gestione del progetto - prosegue Maggio - è stato realizzato un apposito software informatico che consente il monitoraggio di tutte le fasi e la creazione di una scheda clinica informatizzata per ciascun paziente assistito domiciliarmente dall'equipe”.

L'iniziativa, orientata prevalentemente alla promozione della “qualità” complessiva dell'iniziativa, è il risultato tangibile della consolidata sinergia tra la struttura ospedaliera e il mondo dell'associazionismo e del volontariato, rappresentato dall'Associazione Piera Cutino, a tutto beneficio della comunità dei cittadini e della società civile.

Il progetto Ospedale a Domicilio - dichiara il direttore generale Salvatore Di Rosa - è uno dei tanti sogni dell'Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello divenuto finalmente realtà e grazie al quale il cittadino si pone al centro del sistema sanitario, al di là dei fiumi di parole sprecate nel corso degli anni passati. È un progetto che coinvolge il medico di famiglia, i familiari del paziente e un'equipe pluridisciplinare ospedaliera, tra cui anche l'infermiere”.
“Si tratta di un trasferimento di professionalità - prosegue Di Rosa - una volta esclusive e interne alla turris eburnea ospedaliera, al domicilio del paziente che potrà così usufruire di quelle attenzioni e cure che caratterizzano e sostanziano il progetto dell'umanizzazione degli ospedali. Sono soddisfatto della realizzazione di questa idea: un fiore all'occhiello per la nostra Azienda che non rimarrà, di certo, un caso isolato”. “Abbiamo, infatti, tra i nostri sogni - aggiunge - quello di attuare una vera e propria rivoluzione del sistema sanitario regionale che potrà essere realizzato solo con la collaborazione, la passione e la riscoperta del rapporto fiduciario medico-paziente”. L'Ospedale a Domicilio, insomma, mostra di “avere tutte le carte in regola” per candidarsi ad ammirevole esempio di buona sanità siciliana.
 

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