Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Un lavoro e una famiglia per 150 migranti: parte il progetto Harraga2, al via la formazione dei facilitatori

Parteciperanno a diversi percorsi di formazione e di inserimento lavorativo. L'obiettivo inclusione prevede anche l’affido come pratica e modello di accoglienza. Capofila dell'iniziativa è il Centro italiano aiuti all’infanzia, che si avvale della collaborazione di partner come Send, Cesie, Cledu e Comune

Provare a cambiare il punto di vista sul fenomeno migratorio, guardandolo come un'opportunità per contribuire a costruire una comunità inclusiva, sostenibile e solidale dove i giovani migranti arrivati in città dopo aver fatto molta strada, lavorano e perchè no hanno anche una nuova famiglia. E' questo lo scopo del progetto sociale Harraga 2 che prende il via oggi con la formazione dei facilitatori peer to peer (da pari a pari). Si tratta della prosecuzione dell'esperienza del progetto Ragazzi Harraga, portato avanti a Palermo da marzo 2017 a settembre 2019. Coinvolgerà 150 ragazzi e ragazze migranti soli.

Capofila del progetto è Ciai, Centro italiano aiuti all’infanzia, che si avvale della collaborazione di importanti partner come Send, Cesie, Cledu e Comune di Palermo. Le azioni, su vari livelli, si svilupperanno in due anni di attività e tenderanno a far emergere le competenze dei minori migranti soli e neo-maggiorenni. Figure cardine del progetto saranno gli orientatori e facilitatori che faranno da ponte tra i ragazzi e i partner, ragazzi neo-maggiorenni migranti che dopo un periodo di formazione seguiranno e accompagneranno i minori stranieri non accompagnati supportandoli e sostenendoli nel loro nuovo percorso.

"Sono ragazzi e ragazze arrivati in Sicilia - spiega Giulia Di Carlo, coordinatrice di Harraga2 per Ciai - per la maggior parte dei casi da Gambia, Senegal, Nigeria e Ghana, con percorsi complessi, hanno lasciato le loro famiglie in cerca di migliori opportunità. Nella loro piccola valigia verso la Sicilia hanno raccolto sogni e desideri, tra cui quello di un futuro migliore, che sperano di potere costruire qui in Italia. Proprio per immaginare e costruire insieme questo nuovo futuro, porteremo avanti molte attività di formazione e di inserimento lavorativo, sempre partendo dalle loro potenzialità e desideri; la prima formazione – quella che ha inizio oggi - continua Di Carlo -  sarà proprio quella dei ragazzi che diventeranno facilitatori all’interno del progetto. Verranno attivati dei tirocini e con le scuole si faranno attività di sensibilizzazione sul tema migrazione. Un aspetto nuovo del progetto è quello dell’affido come pratica e modello di accoglienza a livello nazionale: creeremo una rete tra le famiglie affidatarie, porteremo avanti una ricerca per valorizzare l'esperienza dell'accoglienza in famiglia e degli incontri per diffonderla".

Harraga 2 è sicuramente un progetto molto complesso, comprende diverse azioni e strumenti: dalla cartella sociale che ha lo scopo di facilitare, rendere omogenei e fruibili i dati sul percorso di ogni singolo giovane elaborata all’interno del portale del Comune di Palermo; all’attivazione di percorsi di apprendimento non formale, con laboratori che sviluppino competenze trasversali. Dalla rivalutazione del ruolo delle famiglie disponibili all’affido che, come recita la legge Zampa, "va promosso in via prioritaria rispetto al ricovero in una struttura di accoglienza" allo sviluppo delle competenze legali per fare in modo che si abbia una più approfondita conoscenza dei diritti e un quadro più chiaro dei passaggi legali e amministrativi che i minori devono attraversare, oltre che potere contare su un sostegno legale continuativo.

"Il progetto sociale Harraga 2 - dice il sindaco Leoluca Orlando - è un modello virtuoso di inclusione sociale e di accoglienza dei tanti minori non accompagnati che, dopo drammatiche sofferenze, trovano a Palermo un porto sicuro, un luogo in cui potersi sentire parte integrante di una comunità. Ed è questa la strada che contraddistingue il grande cambiamento culturale della città. Che mette al centro la persona e i suoi diritti rendendo visibili coloro che troppo spesso restano invisibili, dimenticati, ai margini della società e difendendo il valore della vita. Esprimo, dunque, un sentito ringraziamento al Ciai, ideatore del progetto, e a tutti i partner aderenti".

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