Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Calatafimi / Piazza Danisinni

Danisinni da riscoprire: quando l’arte diventa riscatto sociale e integrazione

Il quartiere incubatore: dalla rappresentazione della "Passione di Cristo" dei bambini, all’orto urbano del progetto DanisinniLab, alla pulizia della vecchia scalinata fatta dai ragazzi del centro Tau e gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo

Pian piano la strada si riempie di piccoli centurioni romani con in mano il proprio smartphone, pie donne e sacerdoti di otto-nove anni, farisei intenti a collezionare selfie, un giovanissimo "Cristo" che si spintona con i due ladroni e scherzando dice, con un po’ di orgoglio da protagonista: "Oggi mi crocifiggeranno". Tutti pronti a interpretare i passaggi salienti della "Passione di Cristo" (affidata ai bambini), con la corona di genitori che si affrettano a occupare i posti migliori sulla scalinata della chiesa, mentre altri si distribuiscono po’ ovunque in una piazza che si trasforma in palco a cielo aperto.

Il tempo clemente, con la sua luce particolare ha mostrato tutte le facce di una piccola rivoluzione che avviene all’interno di questo piccolo atollo a lungo dimenticato, che sta imparando a fare delle sue contraddizioni una risorsa. Perché se da una parte la comunità si appresta ad assistere alla rappresentazione dei piccoli, guidati da Fra Mauro e dagli operatori sociali dell’oratorio; dalla parte opposta, i giovani del Centro Tau, insieme agli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Palermo, ripuliscono l’antica scalinata del quartiere da rifiuti e vegetazione spontanea. Un intervento di riqualificazione ambientale all’interno del progetto nazionale "SottoSopra", movimento giovanile per "Save The Children Italia".

"Danisinni da riscoprire" - foto Rossella Puccio

Il processo di cambiamento di Danisinni è cominciato da qualche anno. Oggi, il quartiere è un incubatore sociale, culturale e artistico, grazie alla collaborazione di alcuni docenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo con la parrocchia Santa Agnese. Scivolando attraverso la pancia della chiesa, per l’oratorio, si raggiunge un grande polmone verde che abbraccia l’intero quartiere. Quadrati di terra in disuso trasformati dal progetto DanisinniLab, nel 2015, in orti urbani e fattoria a uso della comunità. Un interessante percorso di recupero urbano e sociale del quartiere, e un momento di crescita per gli studenti che si sono confrontati con il mondo del lavoro.

Un asino gentile, un cavallo schivo, pulcini razzolanti, conigli esploratori, un gallo impertinente dall’accesa cresta rossa, e verde a perdifiato, hanno dato nuova vita alla terra e alle persone. La fattoria Danisinni è diventata il focolare naturale dei bambini del posto, ma anche degli adulti, meta delle scuole per le visite didattiche, spazio condiviso di una comunità che ha iniziato a credere nel proprio riscatto. A breve partirà il progetto "Rambla Papireto", guidato dall'Accademia di Belle Arti e dalle Associazioni Caravanserai, Neu e Circ'all, per rafforzare le operazioni già avviate sul territorio e integrarle con nuove iniziative: manifestazioni e laboratori artistici; la creazione della "Residenza d'artista", dove possano transitare docenti e allievi fuori sede dell'Accademia, allievi Erasmus, artisti ospiti che realizzeranno workshop destinati ad abitanti del quartiere e agli studenti.

Il vero miracolo, di ciò che neppure così tanto silenziosamente sta avvenendo a Danisinni, è una sorta di osmosi che porterà la città dentro una zolla cittadina sconosciuta a gran parte dei palermitani. Perché visitare questo quartiere è sempre stato un atto volontario, proprio per la sua particolare morfologia, budello obliato con due soli accessi: via Danisinni (dal basso) e via Grotta Danisinni (dall’alto). Quello più conosciuto collega il rione a piazza Indipendenza, uno stretto intestino da attraversare che pian piano si allarga e scende sino a condurti al centro della piazza, bacino circondato da case a grappolo, come le storie delle famiglie che vi abitano. La borgata è sempre stata vissuta come una sorta di animale mitologico di cui tutti hanno sentito parlare, ma che in pochi conoscono.

In qualche modo, è anche questa la sua magia, incantesimo appartato che questi progetti stanno pian piano svelando. Tra gli intenti futuri quello di ripristinare la storica scalinata dei Danisinni e inserirla all’interno di un itinerario pedonale arabo-normanno, dal Palazzo Reale al Castello della Zisa. Dopo la chiusura del consultorio e dell'asilo nido comunale Galante, l’unico presidio sociale è stata la parrocchia Santa Agnese, guidata da Fra Mauro Billetta. Oggi non è più così, la tradizione si incontra, mescola, con l’innovazione dei giovani. Si assiste alla nascita di un nuovo linguaggio tra due alfabeti differenti, in un quartiere i cui binomi sono spesso unicamente stati quelli di delinquenza e degrado. Adesso, la parola riscatto si fa strada attraverso l’arte "la cui vera finalità - come si legge nella pagina facebook di DanisinniLab - è portare Bellezza".
 

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