Cronaca Malaspina / Via Malaspina

Giovani detenuti diventano restauratori per la Gam: al via il progetto "Malaspina insieme per l'arte"

L'iniziativa è il frutto della collaborazione tra la Galleria d'Arte moderna, l'Istituto penale per minorenni Malaspina, la ditta di restauro Ambra Giordano, con la consulenza tecnico-scientifica del dipartimento Stebicef dell'Università

Il carcere Malaspina - Foto archivio

I giovani detenuti del carcere Malaspina restaureranno alcune opere della Gam, custodite nei depositi del museo, per avviare un percorso di inserimento sociale attraverso un'attività formativa e lavorativa. E' lo scopo del progetto sperimentale "Malaspina insieme per l'Arte", frutto della collaborazione tra la Galleria d'Arte moderna, l'Istituto penale per minorenni Malaspina, la ditta di restauro Ambra Giordano, con la consulenza tecnico-scientifica del professore Franco Palla del laboratorio di biologia e biotecnologia per i beni culturali, dipartimento Stebicef dell'Università di Palermo.

L'iniziativa rientra nel progetto più ampio "Gam bene comune". "La cultura non deve essere la ciliegina sulla torta - ha detto l'assessore comunale alla Cultura Andrea Cusumano - ma il piatto da mangiare. La cultura è l'asse portante della società civile, l'arte è il linguaggio universale che attraversa le frontiere della difficoltà di comunicazione, chi viene in contatto con il bello cambia la visione della propria vita. È questo il senso profondo di Gam bene comune". "Questi progetti - ha aggiunto l'assessore alla Cittadinanza sociale Agnese Ciulla - dimostrano che è possibile pensare a percorsi sociali che non siano solo quelli dell'emergenza, che si può e si deve guardare avanti con una logica di sviluppo di cultura sociale".

"Tra le mille attività che poteva scegliere - ha raccontato Michelangelo Capitano, direttore dell'Istituto Malaspina - la Gam ha avuto coraggio a condividere con noi l'esperienza di presa in carico totale di un ragazzo che un giorno si è trovato in un posto sbagliato nel momento sbagliato e che oggi lavora non solo al restauro di un quadro, ma anche al restauro della sua vita. La curiosità che questa sua esperienza suscita negli altri ragazzi del Malaspina ci fa sperare per una prosecuzione di questo progetto".

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