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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca Libertà / Via Emanuele Notarbartolo, 47

Palermo perde un altro pezzo della sua storia: chiude la profumeria Arena Barranco

Nata nel 1880, era la più antica in città e ha visto alternarsi alla sua guida quattro generazioni. Sui social l'annuncio: "Gli addii non contano, conta solo quello che c'è stato". La Confederazione italiana degli esercenti commercianti: "Ci chiediamo cosa rimanga, ormai, del tessuto commerciale un tempo florido"

Palermo perde un'altra insegna storica: la profumeria Arena Barranco di via Notarbartolo. Nata nel 1880, ha visto alternarsi alla sua guida quattro generazioni, ma lo scorso 11 dicembre è arrivato l'annuncio sui social della chiusura dell'attività. "Dopo più di cento anni Arena Barranco chiude. Gli addii non contano, conta solo quello che c'è stato. Grazie a tutti", poche ma inequivocabili parole che segnano a fine di un'era.

Si tratta solo dell'ultimo di un lungo elenco di nomi che hanno fatto la storia di Palermo e che hanno chiuso i battenti, uno dopo l'altro. Le prime ad arrendersi alla crisi, alla concorrenza delle nuove catene, al cambiamento del tessuto sociale ed economico erano state - nel 2009 - le sorelle Hugony, titolari dell'omonima profumeria di via Ruggero Settimo. 

Non sono solamente le profumerie a pagare il conto della crisi. Uno dopo l'altro hanno abbassato la sarcinesca anche il bar Mazzara di via Magliocco, che ha spento le luci nel 2014 dopo una storia lunga 105 anni. Il bar Caflisch di Mondello non esiste più e adesso al suo posto c'è un altro bar, della libreria Dante è rimasto solo l'esterno e adesso ospita un bistrot. 

Sono ormai un ricordo anche i fratelli Gulì, che dagli anni '20 in piazzale Ungheria, vendevano biancheria e tessuti e indumenti da lavoro. In tempi più recenti ha abbassato la saracinesca anche Torregrossa, primo negozio di intimo di lusso a fare capolino in città con una storia iniziata nel 1934. La boutique Alongi lo scorso anno ha lasciato il suo posto di via Ruggero Settimo a un Lego Store. Ed è storia recente la vicenda del colosso Rinascente, che ha rischiato di salutare Palermo, stavolta per il caro affitti. 

130982594_1478341039037717_5965050078754570781_o-2-2A esprimere preoccupazione per la scomparsa delle insegne storiche è la Cidec (Confederazione italiana degli esercenti commercianti), "Abbiamo appreso con dispiacere dell'ormai prossima chiusura di Arena Barranco, la più antica profumeria in città", dice il presidente Salvatore Bivona. "Ci chiediamo - prosegue - cosa rimanga, ormai, del tessuto commerciale, un tempo florido, della Palermo dei decenni passati". La Cidec spiega di avere chiesto l'apertura di un tavolo di crisi al governo regionale nei mesi scorsi. "Senza Arena Barranco - conclude Bivona - via Notarbartolo non sarà più la stessa: viene meno un luogo che ha unito, a partire dal 1880, tante generazioni nel nome dell'eleganza e della bellezza".

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