Cronaca

Il caso della prof sospesa, il giudice: "Sanzione illegittima"

Il giudice del lavoro ha dato ragione a Rosa Maria Dell'Aria, la docente di italiano dell'Iti Vittorio Emanuele III sanzionata a maggio per un lavoro in cui alcuni suoi alunni paragonavano il decreto Sicurezza alle leggi razziali fasciste. Respinta però la richiesta di risarcimento

Si è chiusa anche sotto il profilo legale la vicenda della professoressa Rosa Maria Dell'Aria, la docente di italiano dell'Iti Vittorio Emanuele III sospesa per 15 giorni a maggio per un video - prodotto da alcuni studenti in occasione della Giornata della memoria - nel quale l'immagine delle leggi razziali introdotte da Mussolini nel 1938 veniva accostata a una foto scattata durante la conferenza stampa di presentazione del Decreto sicurezza del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Secondo quanto riporta l'agenzia Ansa, il giudice del lavoro Fabio Civiletti ha dichiarato illegittima la sanzione disciplinare comminata alla professoressa Rosa Maria Dell'Aria, alla quale verrà restituito lo stipendio per quei 15 giorni di sospensione. Il ricorso era stato presentato dai legali Fabrizio La Rosa e Alessandro Luna. Respinta invece la richiesta di risarcimento danni di diecimila euro.

"Il giudice ha riconosciuto tutte le ragioni del nostro ricorso - dice l'avvocato Luna - non solo la docente ha esercitato la libertà di insegnamento nel fornire il materiale didattico, ma non sussiste nemmeno la 'culpa in vigilando' sull'operato dei suoi alunni, perchè se avesse controllato il contenuto dei loro lavori avrebbe violato la loro libertà di pensiero tutelata dalla Costituzione".

"Sono molto contenta, fin dall'inizio volevamo che il provvedimento fosse dichiarato illegittimo e così è stato. Io ovviamente speravo che finisse così, ma nessuno mai a priori può avere certezza dell'esito di una sentenza", dice la diretta interessata. "I ragazzi - spiega la docente - non hanno mai avuto in mente di paragonare le due cose - sottolinea la professoressa - avevano letto il libro di Lia Levi 'Questa sera è già domani', ma noi abbiamo discusso soltanto di accoglienza di migranti, di diritti umani e l'accostamento era semmai tra la condizione degli ebrei di allora e i migranti di oggi. Niente altro di più. In quel libro si parla della conferenza di Evian del 1938, che venne convocata per discutere e trovare una soluzione al problema dell'aumento del numero di rifugiati ebrei provenienti dalla Germania nazista, di profughi, un tema che è assolutamente attuale. La scuola come luogo di confronto. E' anche questo il ruolo dell'istituzione didattica, la scuola deve essere luogo di libertà di opinione, luogo di confronto, di discussione e di salvaguardia della libertà delle opinioni".

"Finalmente giustizia è fatta -  commenta il deputato Dem Carmelo Miceli, responsabile della Sicurezza del Partito democratico e relatore della riforma ai decreti sicurezza già votata favorevolmente alla Camera - A nulla, ovviamente, erano valse le promesse dell’allora vicepremier Salvini. Finalmente, dopo più di un anno, ci ha pensato il Tribunale del lavoro a dichiarare illegittima la sanzione comminata alla professoressa. Assurdo che un’insegnante fosse stata 'punita' per le opinioni espresse dai suoi alunni. Il Compito di un docente è quello di fornire materiale didattico e dare un giudizio sulla qualità del lavoro. Ma di certo, nessun professore o maestro può permettersi di violare la libertà di pensiero degli studenti tutelata dalla nostra Costituzione. Sarebbe il caso - conclude - che qualcuno lo spiegasse all’ex ministro dell’Interno”.

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