Cronaca

Buste paga "gonfiate" al Coime, il Comune si costituisce parte civile

Si tratta del processo contro alcuni ex dipendenti della società partecipata, accusati di avere manomesso il software gestionale aumentandosi lo stipendio. La richiesta avanzata da Palazzo delle Aquile era stata inizialmente respinta per un errore procedurale

Il Comune si è costituito parte civile nell'ambito del processo contro alcuni ex dipendenti del Coime, accusati di essere entrati nel software di gestione amministrativa per attribuirsi buoni pasto extra, straordinari e anticipazioni del tfr.  Parte della truffa ruotava attorno ai permessi retribuiti. Da contratto, i dipendenti del Coime hanno diritto a un'ora di permesso ogni venti di lavoro. Non usufruendo dell'ora libera, quest'ultima può essere monetizzata per un massimo di 88 ore annue. I dipendenti infedeli trauccavano i dati e sarebbero riuciti a mettere da parte, in nove anni, circa 30 mila euro.

Il tribunale ha accolto stamattina la costituzione di parte civile, che nella precedente udienza era stata rigettata per un errore formale. L'avvocatura comunale, rappresentata dall'avvocato Giovanni Airò Farulla, ha ripresentato oggi l'istanza durante l'udienza per il rito abbreviato.

"L'amministrazione comunale è sempre attenta a seguire con attenzione, in alcuni casi essendone anche stata promotrice, quei procedimenti  - sottolinea il sindaco Leoluca Orlando - che riguardano dipendenti dell'amministrazione. Se da un lato va tutelato e valorizzato chiunque compia con professionalità e dedizione il proprio lavoro, dall'altro non si può in alcun modo tollerare comportamenti lesivi dell'operato, dell'immagine e della qualità del lavoro del Comune".

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