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Trattativa Stato-mafia, Riina vuole parlare: risponderà alle domande dei pm

L'annuncio è arrivato al termine dell'ultima udienza. Il boss corleonese, in collegamento dal carcere, ha acconsentito all'esame tramite il suo legale. Non si tratterà di "dichiarazioni spontanee", quindi i pm avranno la possibilità di interrogarlo anche su temi più ampi

"Accetto di rispondere". Sono poche, pochissime parole, ma di quelle che pesano. Pesano perchè a pronunciarle non è un uomo qualunque, ma Totò Riina, il boss corleonese rinchiuso nel carcere di Parma. Pesano perchè, a sorpresa, ha accettato di deporre nell'ambito del processo che si celebra a Palermo per la cosiddetta trattativa Stato-mafia.

L'annuncio è arrivato al termine dell'ennesima udienza, quando la corte stava per lasciare l'aula. Riina, in collegamento dal carcere, ha fatto sapere attraverso il suo legale, l'avvocato Giovanni Anania, che risponderà alle domande di pm e avvocati. Un colpo di scena che le parti non si aspettavano.

Riina è l'unico del dibattimento ad aver acconsentito a sottoporsi all'esame, che dovrebbe tenersi in videoconferenza dal carcere in cui è detenuto (non c'è ancora una data certa ndr.). Non si tratterà di "dichiarazioni spontanee", quindi i pm avranno la possibilità di fargli domande anche su temi più ampi: come i suoi dialoghi con il detenuto Alberto Lorusso intercettati dagli investigatori nel carcere di Opera. 

Il processo, cominciato alla fine di ottobre del 2012, tenta di far luce sui retroscena della stagione delle stragi mafiose del '92 e del '93. Secondo l'accusa, ufficiali del Ros, con solide coperture istituzionali, avrebbero tentato, attraverso l'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino, di avviare contatti con Cosa nostra. Tra i temi del presunto accordo ci sarebbe stato anche un affievolimento del carcere duro.

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