Cronaca

Smog, processo a Diego Cammarata Giudici entrati in camera di consiglio

Imputati oltre al primo cittadino anche il presidente della Provincia Giovanni Avanti e l'ex assessore comunale Lorenzo Ceraulo con l'accusa di omissione di atti d'ufficio

Sono entrati pochi minuti fa in camera di consiglio i giudici del Tribunale di Palermo del processo che vede imputato il sindaco di Palermo Diego Cammarata, il presidente della Provincia Giovanni Avanti e l'ex assessore comunale Lorenzo Ceraulo, accusati di omissione di atti di ufficio per non avere messo in atto i provvedimenti per combattere lo smog in città. Oggi il pm Geri Ferrara ha fatto una breve replica. Il verdetto è atteso in giornata.

Due anni e 10 mesi per il Sindaco e 2 anni per gli ex assessori comunali all'Ambiente Ceraulo e Avanti. Queste le richieste di condanna chieste da Ferrara nel processo "smog in città". Il procedimento è nato da un'inchiesta sull'inquinamento nel capoluogo. Per la Procura, nè il sindaco nè gli assessori al ramo adottarono provvedimenti, così come impone la legge, per contrastare lo smog in città.

Il pm, invocando la gravità delle accuse contestate agli imputati e la pericolosità degli effetti delle omissioni, ha chiesto al tribunale di non concedere agli imputati le circostanze attenuanti generiche nonostante siano tutti e tre incensurati. Al processo erano costituiti parte civile Legambiente e Wwf, che hanno chiesto la condanna degli imputati in solido a 50 mila euro di risarcimento per ciascuna associazione, e 31 vigili urbani che sarebbero stati danneggiati dalle emissioni inquinanti. Per i vigili gli avvocati Fabio Lanfranca e Davide Martorana hanno chiesto complessivamente 465mila euro di risarcimento (15 mila ciascuno).


 

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