Silvana Saguto e la sua agendina usata come scudo: "Nominavo sulla fiducia"

L'ex presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo, sotto processo perchè accusata di avere gestito il settore come un affare privato, ha reso dichiarazioni spontanee. Dice di aver segnato nel taccuino i suggerimenti per gli incarichi, ma il prezioso blocchetto non è formalmente agli atti

Silvana Saguto durante il processo

Mostra in aula la sua agendina, quella dove dice di avere annotato i nomi delle persone caldeggiate per gli incarichi e i relativi "padrini", ma non la deposita agli atti ("Sarà il mio avvocato a decidere", dice ); respinge ogni accusa e rivendica per sè il ruolo della corretta amministratice, della funzionaria pubblica che ha servito lo Stato "con il massimo della diligenza possibile". Al palazzo di giustizia di Caltanissetta è il giorno di Silvana Saguto, l'ormai ex presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo (fuori anche dalla magistratura ndr) sotto processo perchè accusata di avere gestito la sezione come un affare privato, tra favori e regalìe. 

Occhi puntati sull'ex giudice e sulla sua agendina. un blocchetto dalla copertina azzurra. In quelle pagine ci sarebbero i nomi che le avrebbero suggerito "magistrati e avvocati" per le amministrazioni giudiziarie. "Nominavo sulla fiducia", tuona. Nonostante la reiterata richiesta del pm Maurizio Bonaccorso, i preziosi fogli non vengono messi agli atti. "Mi attengo a quanto dice il mio difensore - precisa rendendo dichiarazioni spontanee - e se mi dice di non consegnarla non lo faccio".

"Mi sono sempre chiesta - prosegue nella sua accorata autodifesa - come mai hanno fatto il decreto di perquisizione solo un mese dopo la presunta dazione di denaro di Cappellano Seminara e l'hanno eseguita un altro mese dopo. Si sono presentati a casa dei miei anziani genitori vestiti tutti di nero come se dovessero prendere Matteo Messina Denaro. Hanno buttato a terra persino il libretto delle preghiere di mia madre. Hanno preso a mia madre 24,5 euro dal borsellino ritenuto magari provento di riciclaggio. I miei genitori hanno anche offerto il caffè e o te. E hanno preso i soldi dei due badanti".

"Mi è stato contestato di essere stata l'artefice di provvedimenti - si difende e rilancia -. I provvedimenti giudiziari si fanno in tre. Non avevo degli sprovveduti accanto. Tutte le persone che portavano un curriculum avevo interesse a nominarli considerato che li vagliavamo in tre? Io motivavo i decreti, erano corposi".  

Silvana Saguto parla poi del suo rapporto con il giudice Tommaso Virga: "Non mi ha mai segnalato il figlio Walter" per la nomina ad amministratore giudiziario. "Non c'è una sola conversazione, una frase, o un rapporto con il dottore Tommaso Virga - prosegue -. L'ho incontrato rare volte andando a messa e neanche mi ricordavo il nome tanto che lo chiamavo Antonio. Quindi quale potrebbe essere l'interesse di nominare il figlio? L'unica cosa che mi disse, dopo il macello, fu di fare dimettere il figlio". . 

Fonte AdnKronos

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