Cefalù, sequestro del lido Maljk: imprenditore a processo

Giovanni Cimino, titolare della struttura che si trova sul lungomare Giuseppe Giardina, dovrà rispondere della violazione delle norme paesaggistiche e ambientali. Il nulla osta in suo possesso era scaduto e non era stato rinnovato

Il sequestro operato dalla polizia

Rinviato a giudizio il titolare del lido Maljk di Cefalù. Giovanni Cimino dovrà rispondere, dinanzi al tribunale di Termini Imerese, della violazione delle norme paesaggistiche e ambientali. La nota struttura che si trova nel lungomare Giuseppe Giardina del comune normanno era stata sequestrata a gennaio in quanto il nulla osta della Soprintendenza, scaduto nel 2014, non era stato rinnovato.

Gli accertamenti avevano evidenziato alcuni problemi strutturali con i conseguenti e potenziali di inquinamento delle acque marine. Il sopralluogo effettuato dagli investigatori del commissariato di Cefalù avrebbe evidenziato come parte della struttura era "parzialmente eretta sul letto di un torrente in piena attività con verosimili rischi di dissesto idrogeologico". Il gestore della struttura, dal 2014, avrebbe dovuto richiedere una nuova approvazione del nulla osta che avrebbe comportato un altro accertamento di compatibilità ambientale.

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Il sequestro del 2105 arriva dopo un altro risalente al giugno 2011, eseguito dallo stesso commissariato e sempre su disposizione del Gip di Termini Imerese. Allora fu rilevato che il locale non era in possesso delle autorizzazioni richieste dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza per lo svolgimento di intrattenimenti danzanti in quanto privo di un collaudo da parte della Commissione comunale di vigilanza per i locali di pubblico spettacolo.

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