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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Processo Open Arms, il giorno della verità per il leader della Lega Matteo Salvini

Udienza decisiva stamattina al bunker dell'Ucciardone dove l'ex ministro dell'Interno è imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d'ufficio. Dopo la discussione della difesa, il gup dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio. "Ho servito l'Italia nel rispetto della legge"

Stamattina si terrà all'aula bunker dell'Ucciardone un'udienza cruciale per il leader della Lega, Matteo Salvini, nell'ambito del processo Open Arms, in cui è accusato di sequestro di persone e rifiuto di atti d'ufficio. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Marzia Sabella e dal sostituto Gery Ferrara, oggi toccherà alla difesa dell'imputato. Poi il gup Lorenzo Jannelli dovrebbe ritirasi in camera di consiglio e pronunciarsi.

L'inchiesta era nata ad agosto del 2019, quando la nave della Ong spagnola con 147 migranti salvati nel Mediterraneo era rimasta bloccata in mare vicino a Lampedusa per sei giorni perché non le sarebbe stato assegnato un porto sicuro (ripetutamente richiesto) dove far sbarcare gli stranieri. Secondo l'accusa, la responsabilità - con gravi riflessi penali - sarebbe da attribuire a Salvini, all'epoca ministro dell’Interno del primo governo Conte.

Poco fa, appena arrivato al bunker, Salvini ha twittato: "Con l'avvocato Giulia Bongiorno, pronto all'udienza in tribunale, accusato di sequestro di persona. Grazie per i tanti i messaggi, la vostra vicinanza vale tutto. Avanti a testa alta, convinto di avere da ministro servito l'Italia nel rispetto della legge".

I passaggi salienti della difesa

"Salvini è stato ritenuto colpevole di tutto. Il comandante di Open Arms ha rifiutato di sbarcare i migranti a Malta, ha rifiutato numerosi aiuti da altri natanti, ha rifiutato di essere scortato in qualsiasi porto spagnolo, ha rifiutato di essere accompagnato in porti spagnoli". Sarebbero queste - come riporta l'Adnkronos - le parole dell'avvocato Giulia Bongiorno in difesa di Matteo Salvini, durante l'udienza preliminare che si svolge a porte chiuse. "Eppure qui l'imputato è solo Salvini. Lui risponde di sequestro di persona, anche se la nave ha bighellonato per giorni. C'è una visione salvinocentrica. In questo processo c'è un errore basilare, è come valutare questo processo guardando dal buco della serratura: non si riesce a ricostruire la vicenda nel suo complesso. In questo processo - avrebbe aggiunto la penalisra - dovremo analizzare la scatola nera, cioè il diario di bordo della nave che ci fa capire quanto successo".

L'avvocato avrebbe anche rimarcato: "Ci sono navi certificate per svolgere attività di ricerca e soccorso. La Open Arms aveva queste certificazioni? No. Svolgeva sistematica attività di ricerca e soccorso? Sì". Bongiorno avrebbe poi ricordato che lo stesso comandante di Open Arms "quando chiede disperatamente il porto sicuro, esaltando le difficoltà in cui versa, scrive una mail spiegando che 'Open Arms è certificata solo per 19 persone', eppure è sempre stata utilizzata per attività continue di ricerca e soccorso. E tutto questo si evince dalla scatola nera, cioè dal diario di bordo".

"La Open Arms prese a bordo dei giornalisti. Non era un naviglio che andava in una destinazione e casualmente salva delle persone". No, Open arms "prende dei giornalisti a bordo e poi fa zig zag, per fare ricerca. È una attività sistematica". Inoltre, avrebbe detto l'avvocato, "nel diario di bordo del 29-30 luglio, si legge che la destinazione riferita all'Italia, ovvero Lampedusa, è stata cancellata per inserire 'zone Sar maltese libica' ed è la prima violazione attestata dalle cancellature del diario di bordo".

"La nostra memoria - ha sottolineato Bongiorno è composta da 110 pagine perché nelle ricostruzioni ci sono numerosi errori. Il divieto di ingresso in acque territoriali fu firmato da Salvini, Trenta e Toninelli ma qui c'è solo l'ex ministro dell'Interno". E ancora: "Salvini è stato ritenuto colpevole di tutto, c'è una visione salvinocentrica" della vicenda Open Arms, ha affermato ancora la penalista., aggiungendo: "I salvataggi non erano eventi Sar, ma fenomeni di immigrazione clandestina. A qualificarli così non era Salvini, ma Toninelli". 

"Italia fu informata solo nella tarda serata del 2 agosto dopo alcuni eventi di soccorso e dopo che Malta e Spagna erano già state informate", ha detto ancora, come riferisce l'Adnkronos, l'avvocato Bongiorno. "Dal 2 agosto inizia un inspiegabile girovagare, nonostante ci fosse a bordo un numero di migranti superiore al limite massimo. Open Arms poteva andare a Palma di Maiorca, poco più di 2 giorni di navigazione e invece ha preferito circa 13 giorni, in attesa di una diversa decisione del governo italiano".

E sottoliena ancora l'avvocato: "Non lo dice Salvini ma una informativa. E anche Malta scrisse a Open Arms: 'Stai bighellonando, non stai portando i tuoi migranti in un porto sicuro. Cosa stai aspettando?'. Glielo scrisse sia il 13 che il 14 agosto. Malta fa poi una accusa gravissima: 'Stai bighellonando per pressare Malta, uno Stato sovrano che non è obbligato a darvi un porto'".

Il difensore ha detto anche che: "La redistribuzione dei migranti è una procedura, non un sequestro di persona. E le trattative non sono in capo al Viminale, dal 12 febbraio 2019 si stabilisce che l'Interno deve attendere la procedura della redistribuzione. È quanto emerge dal tavolo tecnico".

Il presidio delle associazioni davanti al bunker

Davanti all'aula bunker c'è anche un presidio associazioni e militanti. Presenti la Rete antirazzista catanese, il Comitato No Muos di Palermo, l'Assemblea anarchica palermitana, i Cobas scuola, l'Associazione antimafia Rita Atria, il Forum antirazzista palermitano e il Partito comunisti lavoratori di Palermo. I manifestanti hanno esposto alcuni striscioni lungo via Remo Sandron, la strada che costeggia l'Ucciardone: "No decreto sicurezza, No guerra, No Frontex", e "#Portiaperti", sono alcuni dei messaggi che si leggono, come riporta ancora l'Adnkronos.

Il post su Facebook

Ieri, quando era arrivato a Palermo, si era invece espresso su Facebook, ribadendo quella che da sempre è la sua linea difensiva: "Domani sarò nell'aula bunker di Palermo dove si processano i mafiosi per un processo per aver combattuto gli scafisti, avere svegliato l'Europa, avere salvato vite, aver ridotto gli sbarchi e avere difeso il mio Paese. Cosa ho vinto? Un processo! E rischio 15 anni di carcere. Però il bello, poiché bisogna trovare il bello in tutto, è che sono nella magnifica Palermo, e ho una cassata sul tavolino e il Sudoku e fuori c'è il profumo e il rumore delle onde del mare che s'infrangono sugli scogli con dietro le luci di Palermo e di Mondello. Io vado al processo per essere stato denunciato da Legambiente. Pensavo si occupassero di ambiente, di mari di fiumi e invece si occupano di Salvini".

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