Lunedì, 15 Luglio 2024
Aula bunker

Il processo Open Arms riapre lo scontro Salvini-Conte: "Rischio 15 anni per aver difeso l'Italia", "Mai sentito parlare di terroristi a bordo"

Riprende a Palermo il dibattimento che vede imputato l'ex ministro dell'Interno. Tra i teste l'allora premier: "Non si potevano respingere minori. C'era un clima politico incandescente"

"Non ho mai sentito parlare, personalmente, del pericolo della presenza di terroristi a bordo della nave Open Arms né di armi pericolose. Non mi è mai stata rappresentata una situazione del genere". Lo ha detto l'ex premier Giuseppe Conte deponendo al processo Open Arms, ripreso oggi a Palermo, all'aula bunker dell'Ucciardone. Imputato è l'allora ministro dell'Interno che risponde di sequestro di persona e rifiuto di atti d'ufficio. Salvini, secondo l'accusa, avrebbe illegittimamente negato alla ong Open Arms con 147 profughi salvati in mare, ad agosto 2019, di approdare a Lampedusa e altrettanto illegittimamente avrebbe tenuto a bordo i migranti privandoli della libertà personale. 

Salvini: "Rischio 15 anni di carcere per aver difeso l'Italia"

"Oggi sono per l`ennesima volta a Palermo, nell'aula bunker dell`Ucciardone famosa per i maxiprocessi contro i mafiosi, per il processo Open Arms. Rischio fino a 15 anni di carcere per aver difeso l'Italia e i suoi confini, salvando vite e facendo rispettare la legge. Sono attesi come testimoni dell`accusa Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Luciana Lamorgese, non ci annoieremo. Vi abbraccio e vi aggiorno", ha scritto sui social Salvini.

Conte: "Non si potevano respingere i minori"

"In accordo con il mio staff scrissi al ministro che non si potevano respingere i minori. Fu una sorta di moral suasion nei confronti del ministro dell'Interno di allora", dice in aula Conte. "Ero in disaccordo con le posizioni del ministro". E aggiunge: "Nella seconda lettera scrissi che c'erano sei paesi europei che avevano confermato la disponibilità alla redistribuzione dei migranti dell'Open Arms".

Conte: "Clima politico incandescente"

C'era un "clima incandescente" nelll'estate del 2019 tra l'allora premier Conte e l'allora titolare del Viminale Salvini. Il riferimento è alla lettera inviata da Conte il 14 agosto 2019 proprio a Salvini, che poi fu resa pubblica dal leader della Lega. "Il tema dell'immigrazione è stato sempre un tema di propaganda politica - dice Conte -. E' chiaro che in questa fase il ministro a cui scrivere (Salvini, ndr) ha sempre avuto delle posizioni molto chiare per quanto riguarda la gestione del problema migratorio. A me - aggiunge - infastidiva il fatto che una lettera che era mirata a risolvere un problema fosse stata diffusa dal destinatario senza chiedere al mittente l'autorizzazione. Fermo restando che se il presidente del Consiglio scrive al ministro ci può stare, ma avrei gradito che fosse rappresentata nella sua puntualità. Qui invece colgo il clima incandescente rispetto a una competizione elettorale che poteva essere imminente e si voleva rappresentare un presidente del Consiglio debole sul fenomeno immigratorio mentre il ministro dell'Interno aveva una posizione di rigore, questo era il clima politico di quel periodo".

Conte: "Mi scontrai con Macron e Merkel sul tema migranti"

Conte rivendica anche il lavoro sul tema migranti. "Fin da subito, dal giorno del mio insediamento, nel 2018, compresi che era importante fare un passo avanti in Europa sulla gestione dei flussi migratori perché nessun paese poteva gestirli da solo. Così elaborai un progetto da presentare ai leader europei. Nel giugno 2018 mi presentai al consiglio europeo con un documento che doveva affrontare il problema della redistribuzione a livello europeo".

"In quel vertice mi impuntai - continua Conte - e dissi che la gestione dei flussi non poteva essere gestito solo dai Paesi di primo sbarco. Li costrinsi ad affrontare il tema in maniera più radicale - dice Conte  -minacciando che non avremmo chiuso il vertice se non avessimo affrontato questo problema e se non avessimo concordato che la gestione dei flussi non poteva affidata ai paesi di primo sbarco. Tant'è che i lavori si protrassero ci fu un vero scontro dialettico molto forte con i leader di Francia e Germania, Macron e Merkel e gli altri e noi restammo tutta la notte sul tema fino a quando non ottenni che nelle conclusioni ci fosse per la prima volta la formula sugli sforzi congiunti".

Lamorgese: "Mai negato concessione di un porto sicuro"

Al processo ha poi deposto l'ex ministra dell'Interno del governo Conte 2 Luciana Lamorgese: "Quando ero ministra dell'Interno non ho mai negato la concessione di un porto sicuro, e non ho mai emesso un decreto di interdizione. Le cose sono cambiate con l'arrivo della pandemia, nel marzo 2020 quando l'Italia non era più un paese sicuro ma per ragioni sanitarie".

Di Maio: "Salvini cercava consenso elettorale"

"Non capivamo perché si dovesse rifiutare i Pos sapendo che c'erano paesi europei pronti ad accogliere i migranti. L'unico motivo era che la negazione del Porto sicuro fosse solo una mossa per aumentare il consenso in campagna elettorale". Sono le parole dell'ex vicepremier Luigi Di Maio al processo Open Arms.

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