Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Uccise il socio con 27 coltellate: la difesa chiede l'assoluzione per il killer palermitano

Secondo il legale Marco Martorana, difensore di fiducia di Giovanni Riggio, reo confesso dell'omicidio del meccanico agrigentino Giuseppe Mattina, "il fatto non costituisce reato" perché "è stata legittima difesa". Il pm aveva chiesto 30 anni. La sentenza il 4 ottobre

Nel riquadro la vittima, Giuseppe Mattina e al centro l'imputato Giovanni Riggio

Ha chiesto l'assoluzione del suo assistito perché "il fatto non costituisce reato": "è stata legittima difesa". L'avvocato Marco Martorana - difensore di fiducia di Giovanni Riggio, il palermitano ventottenne reo confesso dell'omicidio del meccanico agrigentino Giuseppe Mattina,  avvenuto lo scorso 5 maggio - davanti al giudice Gianfranca Claudia Infantino del tribunale di Agrigento ha parlato di "eccesso di legittima difesa" e avanzato la richiesta delle attenuanti generiche contro la contestata aggravante della crudeltà sostenuta dal pm Simona Faga che ha chiesto 30 anni per Riggio

L'avvocato Martorana ha anche invocato l'attenuante della "provocazione e delle minacce reiterate" che sarebbero state fatte da Mattina nei confronti dell'imputato. Imputato che, a detta della difesa, si sarebbe sentito in pericolo visto che si trovavano all'interno del garage chiuso a chiave.

Il delitto avvenne in un capannone della zona industriale di Agrigento. Riggio che - secondo l'accusa sferrò 27 coltellate al meccanico agrigentino - aveva già scelto, alla fine dello scorso gennaio, il rito abbreviato. La moglie, il figlio minorenne e la mamma di Giuseppe Mattina si sono costituiti, attraverso l'avvocato Salvatore Cusumano, parti civili. E nella precedente udienza, l'avvocato Cusumano ha invocato la premeditazione sulla base del fatto che Riggio avrebbe acquistato, qualche giorno prima, quella che è stata l'arma del delitto: un coltello da cucina di 22 centimetri.

Riggio, inoltre, avrebbe pianificato - sarebbe emerso dalle intercettazioni fatte in carcere - il trasferimento della famiglia da Favara a Palermo. Sarebbe emerso - sempre grazie alle intercettazioni - che l'imputato sarebbe stato ben informato sull'iter processuale al quale sarebbe andato incontro. Il processo è stato rinviato al 4 ottobre per le repliche del pm Simona Faga e per la sentenza.

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