Cronaca Monreale

Contesa tra vicini per un muro e una finestra ostruita, la causa si chiude dopo 26 anni e 5 processi

Una donna di Monreale, nel 1995, aveva citato in giudizio una coppia che aggiungendo un piano alla sua casa aveva finito per impedirle la vista. Il dibattimento era iniziato davanti al Pretore, una figura che non esiste più da oltre due decenni. Adesso la Cassazione ha messo un punto definitivo alla questione, dando torto alla signora

Un quarto di secolo, tanto ci è voluto per mettere un punto definitivo ad una contesa tra vicini, legata alla modifica di un immobile che avrebbe finito per impedire la vista da una finestra alla proprietaria di un edificio accanto. Il processo era iniziato addirittura nel 1995 davanti al Pretore, una figura che non esiste più dal 1998, e sono stati necessari ben cinque gradi di giudizio per stabilire quale delle parti avesse ragione. Alla fine ha vinto la coppia che aveva deciso di sopraelevare la propria casa, ostruendo la vista alla vicina, che - come è emerso durante i vari processi - avrebbe dato inizialmente il suo assenso ai lavori, salvo poi portare in tribunale i due.

A chiudere la questione con un'ordinanza è stata la seconda sezione civile della Cassazione, presieduta da Sergio Gorjan, che ha dichiarato inammissibile l'ultimo ricorso. Tutto era iniziato 26 anni fa, il 3 gennaio del 1995, quando una donna di Monreale aveva deciso di citare in giudizio i suoi vicini, che avevano fatto dei lavori nella loro casa. L'abitazione della signora aveva all'ultimo piano una cucina con una finestra, ma dopo gli interventi messi in atto dalla coppia nel palazzo accanto, non solo la vista da quella finestra era stata impedita, ma erano stati anche sostituiti dei tubi poi piazzati sul prospetto del suo edificio.

Ventisei anni fa, davanti al Pretore di Palermo, sezione distaccata di Monreale, si era quindi aperta la causa. I vicini trascinati in tribunale sin dal primo momento avevano sostenuto che la donna avrebbe acconsentito a quei lavori e dato la sua disponibilità, ma poi aveva cambiato idea. Quattro anni dopo, nel 1999, dopo una consulenza tecnica e dopo aver ascoltato una serie di testimoni, il Pretore aveva dato ragione alla signora, condannando i suoi vicini a ripristinare lo stato dei luoghi e a garantire la vista dalla finestra.

Tuttavia, cinque anni dopo, il 22 marzo del 2004, la Corte d'Appello aveva ribaltato il verdetto, dando ragione alla coppia. Nel 2010, cioè dopo altri 6 anni, la Cassazione si era espressa una prima volta sulla questione e aveva deciso di annullare con rinvio la sentenza. Il processo era dunque ripartito davanti ad un'altra sezione della Corte d'appello e nel 2014 si era concluso a favore della coppia e con la condanna della signora a pagare tutte le spese di giudizio. In questo processo erano stati risentiti tutti i testimoni che avevano confermato che inizialmente la donna sarebbe stata d'accordo a chiudere la finestra e ad eliminare i tubi. 

La signora è ricorsa nuovamente in Cassazione e adesso, ad oltre un quarto di secolo dalla citazione a giudizio, ha avuto definitivamente torto e dovrà tenersi la vista sul palazzo dei vicini.
 

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