Cronaca

Addetti alle vendite "trasformati" in vigilantes, sotto processo direttore di un ipermercato

Accade a Carini. Ad accorgersene la polizia municipale che ha effettuato alcuni appostamenti in borghese nel market. Quelli che avrebbero dovuto fare i cassieri indossavano una maglietta con scritto "Security" e controllavano i sacchetti dei clienti all'uscita

Il comandante della polizia municipale di Carini, Marco Venuti

Assunti come addetti alle vendite e "trasformati" in improvvisati vigilantes con tanto di maglietta nera "Security". Il direttore di un ipermercato di Carini, il 52enne L.A., è stato rinviato a giudizio per i reati previsti agli articoli 133 e 134 del Testo unico sulla pubblica sicurezza che punisce chi, senza licenza del prefetto, svolte attività div vigilanza e custodia di proprietà mobiliari o immobiliari. E’ quanto scoperto dagli agenti della polizia municipale di Carini, guidata dal comandante Marco Venuti dopo un’attività investigativa attività commerciale.

Il direttore dell’ipermercato, secondo quanto accertato tramite appostamenti in borghese da parte degli agenti della polizia municipale, avrebbe utilizzato i dipendenti chiamati a svolgere le mansioni di cassieri o addetti alle vendite per compiti affidati normalmente alle guardie giurate. In base a quanto accertato venivano infatti controllati i clienti e spesso veniva chiesto loro di aprire i sacchetti per accertarne il contenuto. Inoltre l’attività era dotata di un sistema di videosorveglianza e teleallarme, collegato ad una centrale operativa nell’ipermercato e controllata a turno dagli stessi operatori.

"Il ministero dell’Interno - viene chiarito in una nota del comando di Carini - è intervenuto per chiarire la differenza tra le guardie giurate e quelle che svolgono mera attività di ‘portierato- reception’ affermando che già a partire dal contratto stipulato deve emergere che i compiti affidati ai portieri consistono esclusivamente in quella mera vigilanza passiva e ‘ordinata utilizzazione dell’immobile da parte dei fruitori’ che anche la giurisprudenza ritiene tipica dell’attività di portierato".

Per quanto attiene le attività di telesorveglianza, il ministero ha chiarito - spiegano ancora dalla polizia municipale di Carini - che tale attività si concretizza nella gestione a distanza dei segnali di allarme relativi a beni mobili o immobili allo scopo di promuovere l’intervento delle guardie giurate. "Non c’è dubbio che tale attività non possa essere svolta da soggetti adibiti a portierato-reception", concludono nella nota. 

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