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"Una villetta in cambio di finanziamenti facili", chiesti 2 anni e 8 mesi per Cascio

I fatti contestati risalgono al 2002. Secondo i pm, l'ex presidente dell'Ars avrebbe agevolato una società titolare di un resort ottenendo come ringraziamento "lavori" e "servizi" per la costruzione di una villa

La Procura ha chiesto la condanna a due anni e otto mesi per Francesco Cascio, ex vicepresidente della Regione Siciliana ed ex presidente dell'Ars. Cascio, oggi parlamentare regionale con Ncd, è accusato di corruzione nel processo che si svolge con rito abbreviato davanti al gup Guglielmo Nicastro

I fatti contestati risalgono al 2002. Secondo i pm Cascio, mentre era assessore al Turismo e vicepresidente della Regione nel governo Cuffaro (2001-2004), avrebbe agevolato una società titolare di un resort e di un impianto sportivo adibito a campi da golf per ottenere fondi europei. In cambio avrebbe ricevuto "lavori" e "servizi" per la costruzione di una villetta a Collesano (Palermo), nei pressi dello stesso resort. Cascio è difesa dal legale Enrico Sanseverino.

Cascio avrebbe agito "in concorso" con altri due ex dirigenti regionali, Agostino Porretto e Aldo Greco, che hanno scelto il rito ordinario. Per loro è stato chiesto il rinvio a giudizio. A pagare sarebbero stati gli imprenditori Giuseppe e Gianluigi Lapis, padre e figlio, titolari della Ecotecna srl, che costruì il Golf Club Le Madonie e che ottennero un finanziamento di oltre 6 milioni.

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