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Netturbini assenti in massa per le feste: 98 condanne e 28 assoluzioni

Si è concluso il maxiprocesso nei confronti dei dipendenti della Rap: il "forfeit" degli operatori ecologici a cavallo tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014 aveva trasformato Palermo in un enorme immondezzaio, con tonnellate di rifiuti che non vennero raccolti

Erano accusati di interruzione di pubblico servizio durante le feste natalizie del 2013. Il "maxiprocesso" per l'assenteismo alla Rap si è concluso con la condanna di 98 dipendenti della Rap (28 sono stati invece assolti). La sentenza è stata emessa questa sera dal giudice monocratico di Palermo Salvatore Flaccovio. L'assenza dei netturbini tra i giorni di Natale del 2013 e quelli dell’Epifania del 2014 aveva trasformato Palermo in un enorme immondezzaio, con tonnellate di rifiuti che non vennero raccolti. L'indagine è stata coordinata dal Procuratore aggiunto Dino Petralia ed dal sostituto Anna Battaglia.

Gli imputati, tra cui anche dirigenti, avrebbero violato gli obblighi previsti dal contratto di servizio con il Comune, che impone di garantire la pulizia anche nei giorni festivi, e che non avrebbero stilato un ordine di servizio, ''lasciando che - come sostiene l'accusa - la presenza al lavoro avvenisse in base ad una scelta volontaristica e del tutto arbitraria dei lavoratori dipendenti''. Dipendenti che dunque si sarebbero “assentati dal lavoro senza alcuna giustificazione o adducendo giustificazioni palesemente pretestuose”. 

Le accuse erano state integralmente respinte dagli imputati (ben settanta assistiti dall’avvocato Stefano Santoro). Dopo il caos di quel periodo, il sindaco, Leoluca Orlando, aveva annunciato che sarebbe andato in Procura per denunciare l’accaduto. Fu convocato prima dai magistrati che iniziarono ad indagare sul caso. Il Comune e si è costituito parte civile nel processo

Condannati a venti giorni di reclusione
Giovanni De Lisi, Filippo Gulizzi, Carlo Bray, Giuseppe Gambino, Pietro Savona, Antonio Contino, Girolamo Beone, Dino Ferrara, Armando Brancato, Giovanna Taormina, Davide Lazzara. Giuseppe Greco, Salvatore Cuccia,. Biagio Scurato, Carlo Lo Duca, Roberto De Simone, Anna Li Muli, Vincenzo Centineo, Benedetto Bonafede, Daniele Russo, Marcello Puccio, Gennaro Costa, Filippo Ammirata, Salvatore Fiumefreddo, Andrea Gambino, Giovanni Dicembre, Silvestro Farina, Barbara Caracuasi, Angela Moncata, Salvatore Inguglia, Silvano Niccoli, Angelo Gambino, Pietro Arcara, Giuseppe Fessina, Salvatore Polenti, Francesco Paolo Di Fiore, Diego Marchese, Salvatore Floresta, Giuseppe Filippone, Rosario Brandi, Francesco Picone, Riccardo Capizzi, Maria Grazia Vitale, Claudia Di Bella, Salvatore Marra, salvatore Vesco, Giuseppe Guttuso, Andrea Ventimiglia, Orazio Cassaro, Orazio D'Aleo, Rosolino D'Amico, Vincenzo Campanella, Stefano Guglielmini, Rosario Corso, Salvatore Ricciardi, Giuseppe Sparacio, Enrico La Cerva, Rosario Nicosia, Vito Caruso, Francesco Paolo Di Stefano, Antonino Lo Presti, Antonino Fascella, Michele Genovese, Francesco Calderone, Francesco Di Rosi, Dario Di Giovanni, Salvatore Scaluia, Roberto La Corte, Pietro Lo Monaco, Francesco Barbarotta, Angelo Rizzo, Alfonso Barranca, Marcello Randazzo, Epifanio Muscarello.

Condannati a un mese di reclusione Antonio Inzerra, Domenico Di Gregorio, Pasquale Fichera, Santo Di Giovanni, Giuseppe Ciminna, Luca Di Dino, Girolamo Moncada, Agostino Sciabica, Ludovico Ficarotta, Domencio Giglio, Gaetano Fiumefreddo, Salvatore Mannino, Gaetano Rovetto, Lorenzo Ventimiglia, Rosaria Evola.

Un mese e 10 giorni invece sono stati inflitti a Roberto Serio. Un mese e 15 giorni a Natale Vitti, Angelo Russotto, Salvatore Lo Bianco, Alessandro Milazzo, Santo Genovese. Mentre un mese e venti giorni per Agostino Ferrante e Michele Tortorici, Giuseppe Gemelli, Francesco Paolo Morana. Tutti i condannati dovranno pagare mille euro ciascuno di danni alla Rap, parte civile nel processo.

Gli assolti
Antonino Putrone, Larisa Calì, Michele Castellini (il fatto non sussiste), Gaspare Giordano, Francesco Paolo Fallo, Stefano Salerno, Paolo Marchese, Vincenzo Macaluso, Raffaele Culò, Fabio Mannarano, Antonino Lanzetta, Cosimo Vassallo, Renato Termini, Luigi Casabianca, Antonino Terzetto, Antonino Filingeri, Alberto Arcidiacono, Matteo Lo Bianco, Daniele Tarantino, Giovan Battista Bartolotta, Caterina Lucchese, Cosimo Vassallo, Francesco Di Miceli, Girolamo Giannusa, Vincenzo Graziano, Fabio Battaglia, Vito Cirrincione e Salvatore Messina (il fatto non costituisce reato).

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