Venerdì, 23 Luglio 2021
Cronaca

Processo Crocetta-L'Espresso, ex governatore: "Io ricattato da un giornalista"

L'ex presidente della Regione ha deposto in aula contro i collaboratori del settimanale Piero Messina e Maurizio Zoppi, autori dell'articolo sulla presunta intercettazione su Lucia Borsellino: "Lirio Abbate minacciò di pubblicare notizie false su pratiche pedopornografiche"

L'ex governatore Rosario Crocetta

La telefonata tra l'ex governatore Rosario Crocetta e il medico Matteo Tutino in cui si tira in ballo l'allora assessore alla Sanità Lucia Borsellino da "fare fuori, come il padre"? Mai esistita. Ci sarebbe stato invece un dossier contro Crocetta preparato da L'Espresso, usato come arma di ricatto per convincerlo a ritirare le accuse contro i cronisti Piero Messina e Maurizio Zoppi. Sono alcuni degli elementi emersi nel corso del processo per calunnia e diffusione di notizie false a carico dei due giornalisti. 

La vicenda risale al 2015, quando Messina e Zoppi pubblicano la notizia di una presunta intercettazione in cui Tutino (ex primario di Villa Sofia, arrestato per falso, truffa e peculato) avrebbe detto all'allora presidente della Regione - a proposito dell'ex assessore alla Salute, Lucia Borsellino - "questa va fatta saltare come suo padre".  L'intercettazione getta il governo della Regione nella bufera, anche se viene più volte smentita dalla Procura palermitana.

Crocetta sotto ricatto?

Deponendo al processo, Crocetta oggi ha denunciato un ricatto ai suoi danni e ha chiamato in causa il vicedirettore de L'Espresso. "Il giornalista Lirio Abbate - ha detto - chiamò il mio avvocato dicendogli che, se avessi denunciato i giornalisti Messina e Zoppi per diffamazione, l'Espresso avrebbe pubblicato un dossier su mie presunte e inesistenti pratiche pedopornografiche in Tunisia. Dissi al mio avvocato di riferire ad Abbate che non avevo nulla da temere". 

Immediata la replica di Abbate, che ha respinto "le calunniose accuse fatte oggi da Crocetta nei miei confronti. Non ho mai pronunciato o pensato le frasi che l'ex presidente della Regione ha detto davanti ai giudici e non mi risulta l'esistenza di un dossier della natura di cui parla Crocetta".

La telefonata Tutino-Crocetta

Secondo quanto affermato dal perito del tribunale, la conversazione telefonica (sempre smentita dalla Procura), non è tra quelle del procedimento a carico del medico accusato di falso, truffa e peculato.

"Avrò sicuramente parlato con Tutino qualche volta dell'assessore Borsellino ma non al telefono. Non ricordo nessuna chiamata sull'argomento. So che Tutino tra l'altro ha difeso anche pubblicamente la Borsellino - ha detto Crocetta - Il 22 giugno 2017 andai dal procuratore Lo Voi perché avevo avuto delle notizie che mi sembravano di grande rilevanza penale. Era venuta a trovarmi la dottoressa Nadia Luciano, consulente dell'assessorato ai Trasporti. Mi parlò della frequentazione tra Messina e il segretario particolare dell'assessorato ai Trasporti Montalto per la fabbricazione di un dossier contro di me. Luciani mi disse che era un'operazione complessiva di distruzione della mia immagine pubblica e privata. Non parlavano, mi disse, solo della finta telefonata ma anche del tentativo di fare un dossieraggio su pratiche pedopornografiche che mi avrebbero riguardato. Essendo scortato dal 2013, tutte le volte che sono andato in Tunisia sono andato lì con i poliziotti e qualsiasi attività illecita sarebbe stata notata".

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