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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Scandalo Ciapi: chiesti 5 anni per Giacchetto, verso la prescrizione per i politici

Si tratta della seconda tranche del processo che verte sulle attività dell'ente di formazione della Regione. Il carcere è stato chiesto solo per il manager della comunicazione. "Non luogo a procedere" per Scoma, Dina, Formica e Caputo

Il pm di Palermo Pierangelo Padova ha chiesto la condanna a cinque anni per il manager della comunicazione Faustino Giacchetto, imputato nella seconda tranche del cosiddetto "processo Ciapi". L'imprenditore, con riferimento alle attività dell'ente di formazione della Regione, risponde di truffa, corruzione e violazione delle regole sul finanziamento pubblico dei partiti. Nel primo processo lo stesso Giacchetto era stato condannato a otto anni e un mese. 

Giacchetto è l’unico imputato per cui la procura ha chiesto il carcere: per tutti gli altri il pm Padova ha chiesto l’assoluzione o il non luogo a procedere per la sopravvenuta prescrizione. Si tratta dell'ex assessore regionale alla Famiglia Francesco Scoma e dei parlamentari Santi Formica, Nino Dina e Salvino Caputo. Chiesta l'assoluzione nel merito per Salvatore Alotta e Gerlando Inzerillo, ex consiglieri comunali di Palermo, e Salvatore Sanfilippo, sindaco di Santa Flavia. Per il pm non sapevano che il contributo ottenuto da Giacchetto venisse dai fondi “distratti” dall'ente di formazione professionale. Manca, dunque, l'elemento soggettivo per contestare il reato.

Chiesta l'assoluzione anche per gli altri imputati accusati di truffa: i dirigenti del Ciapi Sandro Compagno, Carmelo Bellissimo e Calogero Bongiorno, con gli imprenditori Vincenzo Li Mandri, Massimiliano Sala, Armando Caggegi, Giancarlo Ferrara, Maurizio Pipitone, Antonina Di Salvo, Alfredo Flaccomio. 
 

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